Lavoro, ecco la generazione perduta
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fonte:
- Alto Adige
- Corriere delle Alpi
- Gazzetta di Mantova
- Gazzetta di Modena
- Gazzetta di Reggio
- Il Centro
- Il Mattino di Padova
- Il Piccolo
- il Tirreno
- La Città di Salerno
- La Nuova Ferrara
- La Nuova Sardegna
- La Nuova Venezia
- La Provincia Pavese
- La Tribuna di Treviso
- Messaggero Veneto
- Trentino extra
ROMA Il rapporto tra giovani e lavoro appare sempre più critico, il sacrificio imposto dalla crisi presenta cifre in continuo peggioramento: dagli ultimi dati dell’ Istat sul secondo trimestre 2012 emerge come in cinque anni il numero di occupati tra i 15 e i 34 anni sia diminuito di circa un milione e mezzo, ovvero del 20%. Un vero e proprio crollo che va ad alimentare l’ esercito dei disoccupati, con gli under 35 alla ricerca di un posto che raggiungono quota 1.386.000. Insomma gli effetti della recessione si fanno sentire soprattutto sulle nuove generazioni e, analizzando nel dettaglio i dati dell’ Istituto di statistica, le più recenti rilevazioni non fanno che allungare il ‘bollettino di guerra’: gli occupati nella fascia d’ età compresa tra i 15 e 34 anni risultano scesi sotto la soglia dei sei milioni. Mettendo a confronto il secondo trimestre del 2012 con lo stesso periodo del 2007, si passa da 7,3 milioni a 5,9 milioni (-19,9%). Solo nell’ ultimo anno il calo è stato di 230 mila unità. Allo stesso tempo vanno crescendo i giovani disoccupati. Tra chi è in cerca del primo impiego e chi è a caccia di un nuovo posto dopo aver perso il precedente, fatto reso più frequente anche dall’ aumento della precarietà. Più complessa è la situazione degli over 34. Pur se la maggioranza dei senza lavoro resta giovane (51,2%) la disoccupazione si fa largo con prepotenza anche tra i più adulti, tra loro 1 milione 320 mila persone è alla ricerca di un impiego. D’ altra parte nel secondo trimestre, evidenzia l’ Istat, circa la metà dell’ aumento della disoccupazione è alimentato dai lavoratori ‘maturi’. Tuttavia la fascia d’ età più anziana, gli occupati tra i 55 e i 64 anni, vede salire il numero degli occupati nel giro di un solo anno, dal secondo trimestre del 2011 allo stesso periodo del 2012, dell’ 8%, un rialzo che arriva al 26% se si tiene conto degli ultimi cinque anni (+626 mila unità). Non è quindi un Paese per giovani, piuttosto l’ ultima fotografia sul mondo del lavoro restituisce l’ immagine di un’ Italia avvilita, con il numero degli scoraggiati, coloro che dichiarano di non essere alla ricerca di un lavoro perchè ritengono di non riuscire a trovarlo, pari a 1 milione 664 mila, il dato più alto dall’ inizio delle serie storiche dell’ Istat, ovvero dal 2004. «Siamo di fronte ad una vera e propria emergenza sociale. Al forte calo dell’ occupazione si associa infatti una pesantissima perdita del potere d’ acquisto per gli under 35, che in base alle stime del Codacons si attesta a quota -18% dal 2007 ad oggi». È quanto afferma il presidente del Codacons, Carlo Rienzi, commentando i dati sulla disoccupazione giovanile. «I giovani assieme agli anziani sono coloro che pagano il prezzo maggiore della crisi economica e dei rincari che negli ultimi anni hanno travolto il paese – prosegue Rienzi – subendo un progressivo impoverimento aggravato dalle difficoltà nel trovare una occupazione stabile, situazione che ha ridotto drasticamente la loro capacità di acquisto». Il Codacons chiede dunque al governo di introdurre nuovi e più efficaci sgravi fiscali e incentivi in favore di quelle imprese che assumono lavoratori under35, «allo scopo di far rientrare l’ emergenza occupazionale e frenare il drastico calo del potere d’ acquisto che ha colpito negli ultimi anni i giovani italiani».
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