23 Settembre 2007

Lavoratori dipendenti, il carovitamette in pericolo anche il welfare

Studio uil Sotto esame i costi degli asili nido: anche Genova fra le città più colpite.
Intanto i consumatori denunciano ricarichi record sul caffè

A Bolzano la retta mensile all`asilo nido equivale al costo di una notte nella stanza di un albergo a quattro stelle: 399 euro. A Belluno, invece, si sale di una stella: 486 euro. La stessa retta, a Trapani, costa 85,73, cioè poco più di un bed&breakfast. Si parla, naturalmente, di valori medi e sono riferiti a una famiglia tipo di quattro persone, con uno dei due figli che frequentano l`asilo nido. I calcoli sono stati fatti dalla Uil e si trovano nella IV indagine sui costi degli asili nido comunali, condotta dal Servizio politiche territoriali. Ne è emerso un quadro che Guglielmo Loy, segretario aggiunto della Uil, non esita a definire di grande preoccupazione “per la criticità dei bilanci familiari e per la perdita del potere d`acquisto di stipendi e salari“. L`indagine della Uil ha potuto accertare che il costo medio annuo dell`asilo nido è di 2.602 euro. Se ad essi si aggiungono i 913,45 euro per le tasse e tariffe locali, si ottiene la cifra tonda di 3.515 euro, vale a dire il 9,77 del reddito lordo complessivo stimato dalla Uil in 36 mila euro all`anno. Per il prossimo anno l`indagine ha registrato una certa stabilità delle rette d`asilo. Sono in aumento soltanto in 19 della 104 città capoluogo di provincia prese in esame dall`indagine. Tra le città che registrano aumenti delle rette, ci sono 6 capoluoghi di Regione: Torino (+2,07%), Genova (+3,93%), Trento (+0,33%), Trieste (+9,09%), Ancona (+3,70%) e Cagliari (+15,34%). Intanto, i consumatori tornano all`attacco sul prezzo del caffé: una tazzina costa al gestore di un bar solo 0,22 centesimi, ma noi lo acquistiamo a 0,80, con un rincarico pari a 0,58 euro, +262%. È quanto evidenziano in una nota Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori, che hanno effettuato un calcolo dei costi su tutti gli ingredienti che compongono una tazzina di caffè: per il caffè 0,08 centesimi; per lo zucchero e l`acqua 0,01 centesimi; per l`energia elettrica 0,01 centesimi; per la manodopera 0,12 centesimi; per giungere quindi ad un totale costi di 0,22 centesimi. “In Italia – è l`accusa – circa il 25% della popolazione (ossia 14.750.000 cittadini) consuma quotidianamente almeno un caffè in un bar. Ciò significa che ogni giorno i consumatori pagano oltre 8,5 milioni di euro di ricarico per il consumo di caffè al bar, pari a 3.102.500.000 euro all`anno, ovviamente stimati per difetto“.

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