20 Febbraio 2002

Lavanderie, accordo per tutelare i clienti

Puliti e trasparenti

Lavanderie, accordo per tutelare i clienti

Stabilito un codice di comportamento

SASSARI. La parola d`ordine è trasparenza, il marchio un fenicottero rosa. Queste, in estrema sintesi, le caratteristiche della convenzione stipulata tra la Camera di commercio di Sassari, le associazioni artigiane Cna (confederazione nazionale artigiani) e Confartigianato e quelle dei consumatori Codacons e Adiconsum. L`obiettivo è duplice.
Da un lato vogliono risolvere i problemi dei clienti delle lavanderie, dall`altro regolamentare un settore carente di norme. I dettagli dell`accordo sono stati illustrati ieri, nella camera di commercio, dal presidente Michele Alberti, dal responsabile Tutela dei Consumatori dell`istituto, Salvatore Virdis, e dai rappresentanti delle associazioni di categoria. Si tratta di un vero e proprio codice deontologico che i titolari delle lavanderie, quelli che vorranno aderire, si impegnano a rispettare per offrire un servizio di qualità e garantire trasparenza nei prezzi. Il regolamento comprende 11 norme che disciplinano il rapporto fra artigiano e consumatore fissando, nel contempo, regole certe di comportamento per prevenire eventuali controversie fra il proprietario del capo e il titolare della lavanderia. L`artigiano, per esempio, si impegna a rifiutare la lavorazione qualora venga riscontrata l`impossibilità di eseguirla accuratamente e di effettuare un nuovo lavaggio nei casi di prestazioni non eseguite a regola d`arte. Di particolare interesse le norme relative al risarcimento di danni, perdite o deterioramento dei capi che obbligano il titolare della lavanderia a risarcire il cliente con un importo pari al valore reale del capo al momento della consegna. Per i capi di valore pari o superiore alle 258,23 (500 mila lire) il cliente, prima della prestazione, è tenuto a comunicare, per iscritto, il valore dell`indumento alla lavanderia. Il listino prezzi, inoltre, dovrà essere affisso all`interno del locale e al ritiro del capo dovrà essere rilasciata una dettagliata ricevuta. Qualora la controversia fosse difficile da dirimere artigiani e consumatori, con una spesa di 15 euro (29 mila lire), potranno ricorrere allo Sportello di Conciliazione della camera di commercio. I titolari di lavanderie che intendono aderire alla convenzione dovranno inoltrare domanda di iscrizione al registro dei concessionari del marchio, un fenicottero rosa su sfondo celeste circondato dal logo delle associazioni aderenti all`accordo. Lo studio della convenzione ha richiesto oltre un anno di lavoro durante il quale un pool di esperti, coordinato da Salvatore Virdis, ha sentito le associazioni coinvolte e redatto il documento finale: “mettere tutti d`accordo non è stato semplice – ha dichiarato il funzionario -, ma alla fine ce l`abbiamo fatta. Siamo la seconda camera di commercio in Italia ad avere stipulato una convenzione come questa“. Il gruppo di lavoro ha allo studio convenzioni analoghe per i settori turistico e immobiliare. La commissione insediata ieri, presieduta da Carmine Boi, membro della camera di commercio, avrà il compito di vigilare sul rispetto della convenzione, accogliere le eventuali controversie e segnalarle all`ufficio di Tutela del Marchio. Nel corso della conferenza è stato consegnato il primo marchio alla lavanderia Igea di Stefano Decandia. Il presidente Michele Alberti si è detto soddisfatto per avere finalmente dotato di regole certe un settore carente di norme di riferimento.

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