7 Settembre 2005

L?AUTUNNO CALDO DELLA SPESA

LE FAMIGLIE ITALIANE ALLE PRESE CON L`ORMAI TRADIZIONALE RAFFICA DI AUMENTI


L?AUTUNNO CALDO DELLA SPESA


Quest?anno per via della crisi petrolifera il record degli aumenti spetta, oltre alla benzina, alla bolletta energetica. Ma qualche trucco per rimediare c?è.





Pare anche che la “tredicesima“ del nonno sia a rischio. Complice la tradizionale raffica autunnale di aumenti in arrivo. Secondo alcune tra le più rappresentative associazioni dei consumatori (Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori), le famiglie italiane quest?anno spenderanno 951 euro in più. La spesa media di una famiglia sale dunque a 28.713 euro l?anno. E la “tredicesima“? Semplice, l?Osservatorio per la terza età ha calcolato che il caroprezzi ha eroso l?8,7 per cento del potere d?acquisto dei pensionati. Se si considera che la media del loro assegno mensile è di 837 euro, vuol dire che quest?anno si sono bruciati idealmente la tredicesima.

Quest?autunno il record degli aumenti spetterà, per via della crisi energetica, alle bollette elettriche (34 euro in più all?anno). Al secondo posto l?incremento delle spese dei servizi bancari (46 euro in più rispetto allo scorso anno), tanto da portare le spese di un conto corrente ordinario con 11 operazioni mensili da 521 a 567 euro l?anno. Terza classificata nell?happening degli aumenti la bolletta del gas (che aumenta dell?8,3 per cento, pari a 65 euro in dodici mesi).

Ma i rincari non finiscono qui. Chi è reduce dalle vacanze lo sa bene: sono più cari gli alberghi, i pubblici esercizi, le bevande, i prodotti alimentari. Un cenno lo meritano le polizze Rc auto, che nonostante le promesse di riduzione del 15 per cento sono aumentate del 2,2 per cento l?anno. Possiamo consolarci con una telefonata: le spese telefoniche infatti sono diminuite in media di 16 euro l?anno.



Le associazioni in una nota congiunta hanno puntato il dito contro il Governo che «da quattro anni promette di contrastare l?aumento dei prezzi, istituendo pletoriche commissioni che si ostinano a studiare le migliori strategie per stangare gli italiani, entrando a gamba tesa sui corretti rapporti di mercato con misure protezionistiche». Qualche esempio? La legge sulle assicurazioni, che non ha risarcito gli assicurati dell?impennata di aumenti degli scorsi anni. O ancora «l?ostinata difesa dell?italianità delle banche, che impedisce la concorrenza, con costi proibitivi dei conti correnti». Quanto alla speranza di ridurre le accise sulla benzina, che sta raggiungendo prezzi stellari che ricordano la crisi del Kippur, si continua a sperare, ma finora non c?è nulla di concreto.

Nella prossima Finanziaria è previsto dal ministro dell?Economia Domenico Siniscalco un piano organico per rilanciare i consumi. Dal ministero di via XX Settembre fanno sapere che gli accordi con la distribuzione per calmierare i prezzi hanno funzionato. Ma per Marco Venturi, presidente di Confesercenti, il Governo avrebbe dovuto intervenire sulla benzina piuttosto che sulla grande distribuzione. «Le famiglie ormai hanno perso un bene prezioso: la fiducia», sottolinea Venturi. Il caroprezzi purtroppo produce un effetto boomerang. Il consuntivo dei saldi estivi nelle principali città italiane si è rivelato un flop, con un crollo del 15 per cento.


Il boom dei mercatini



Il vero boom lo fanno i mercatini all?aperto. «La gente si affolla lì», spiega Alfredo Ricci presidente della Fismo, che rappresenta le piccole e medie aziende che si occupano della vendita al dettaglio di abbigliamento. Tra mercatini, saldi, outlet, discount, confronti tra più supermercati, offerte tre per due, dicono le associazioni dei consumatori, si riescono a risparmiare fino a mille euro al mese. Se si ha tempo e voglia di fare di necessità virtù. Perché quella del consumatore sta diventando sempre più una professione.

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