14 Marzo 2009

“L’autovelox va segnalato 400 metri prima”

ROMA. Le postazioni di controllo della velocità attraverso autovelox devono essere «segnalate e ben visibili» . Lo sottolinea la Cassazione nella sentenza con cui ha confermato il sequestro preventivo, disposto dal gip di Paola e convalidato dal tribunale del Riesame di Cosenza, di sette autovetture e di diversi apparecchi autovelox di una società privata. Macchine e strunenti di rilevazione della velocità erano utilizzati sulle strade dei comuni di Fiumefreddo Bruzio, Belmonte Calabro e Longobardi. Secondo l’accusa «le apparecchiature erano state ben occultate in autovetture» , in molti casi di proprietà del titolare della società, il quale «ricevendo un compenso parametrato su ciascun verbale emesso era interessato ad incrementare le riscossioni» . Tesi fatta propria dai giudici della seconda sezione penale della Suprema Corte che hanno perciò dichiarato inammissibile il ricorso del legale rappresentante della società. Di conseguenza aveva fatto bene il tribunale del Riesame a confermare il sequestro rilevando «la sussistenza del fumus del reato di truffa» motivato da argomentazioni immuni «da vizi logici e giuridici» e frutto «di un’approfondita analisi della normativa in materia di rilevamento della velocità dei veicoli attraverso postazioni di controllo sulla rete stradale e di un circostanziato esame dei concreti risultati delle indagini di polizia giudiziaria» . Una circolare del 2007 del ministero dell’Interno, si ricorda ancora nella sentenza, prescrive «la segnalazione almeno quattrocento metri prima del punto in cui l’apparecchio di rilevamento della velocità» viene collocato. Altri decreti e circolari ministeriali avevano poi ribadito «l’esigenza di segnalare le postazioni di controllo con adeguato anticipo e in modo da garantirne il tempestivo avvistamento» .  «Si tratta di una sentenza sacrosanta – commenta il presidente del Codacons, Carlo Rienzi – perchè limita il malcostume delle amministrazioni comunali di utilizzare tale strumento di controllo della velocità unicamente con lo scopo di fare cassa, e non con la finalità di garantire la sicurezza stradale «.

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