5 Gennaio 2005

L?autopsia conferma il suicidio del boss

L?autopsia conferma il suicidio del boss

Cercola, braccio destro di Pippo Calò, si era sempre professato innocente

SULMONA – Ieri pomeriggio il dottor Ildo Polidoro, medico legale di Lanciano, ha eseguito l`autopsia sulla salma di Guido Cercola, il braccio destro di Pippo Calò, cassiere della mafia, condannato all`ergastolo insieme a lui perché ritenuto responsabile della strage di Natale del 1984 allorché una valigia piena del terribile T4, l`esplosivo con cui sono stati firmati tutti gli atti di terrorismo, esplodeva sul Rapido 904 mietendo 16 vittime e facendo oltre 250 feriti. Sui risultati immediati dell`autopsia non ci dovrebbero essere dubbi: conferma del suicidio; per gli altri esami tossicologici, se verranno richiesti, si dovranno attendere i giorni necessari per le analisi.
Il ritardo che si è verificato nella esecuzione dell`esame autoptico è stato determinato dal fatto che la legge impone al magistrato che segue la vicenda di notificare a tutti gl`interessati, e quindi anche ai familiari, la data il luogo e l`ora in maniera da permettere la presenza dei legali di parte. Per la ricerca dei familiari, in particolare di una figliola di Guido Cercola, c`è stato qualche problema che poi si è risolto.
Si è chiusa con un ultima, disperata professione di innocenza, vergata da Guido Cercola su un foglio di carta poco prima di darsi la morte e chiudere con un`altra sconfitta la sua partita con la Giustizia, quella Giustizia che in tutti e tre i gradi di giudizio lo aveva riconosciuto colpevole, unitamente a Pippo Calò, di quella strage della quale si è sempre professato innocente. Ad inchiodarlo fu il ritrovamento di 11 dei 12 detonatori a distanza e dell`esplosivo in casa di un suo amico, materiale che Cercola non negò di possedere ma per il quale non riuscì mai a convincere giudici e giuria della sua estraneità alla strage.
Guido Cercola e Pippo Calò sono in pratica gli unici imputati, tra i tanti, riconosciuti colpevoli di una strage con condanna passata in giudicato. La lettera contro la Commissione Stragi getta un`ombra sinistra sull`intera vicenda, quasi a voler legare alla sua morte drammatica una patente d`innocenza per Pippo Calò. Una storia che sicuramente non mancherà di aprire nuove polemiche, anche per le illazioni che sono venute da parte della commissione Mitrockin e per la ventilata colpevolezza del capo terrorista Carlos, “responsabile“ di tante azioni terroristiche.
Sulla vicenda puntuale è arrivato l`inserimento del Codacons che annuncia di aver chiesto al ministro della Giustizia Castelli la chiusura di quello che ha definito “il carcere dei suicidi“ e, inoltre, “l`apertura di indagini approfondite per capire come ami tra le mura del penitenziario di Via Lamaccio si registri un così alto numero di suicidi“, quattro negli ultimi due anni.

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