18 giugno 2017

L’autopsia conferma Erika è morta per schiacciamento

TORINO – Sfila il «Torino Pride» per le vie di Torino ma quando percorre piazza San Carlo non canta e non balla. Solo un timido applauso e i colpi cadenzati di un tamburo rompono il silenzio. È un omaggio a Erika Pioletti (nella foto) , la trentottenne di Domodossola vittima della notte impazzita del 3 giugno. E agli altri 1.526 feriti. L’ autopsia, svolta dal medico legale Roberto Testi, ha confermato quello che già si sapeva: un infarto da schiacciamento. La donna era stata rianimata e il cuore era ripartito, ma i danni cerebrali erano ormai irreversibili. Il tipo di trauma riconduce a una fortissima compressione del corpo o a un violento calpestio. Digos e pubblici ministeri continuano a lavorare. Il procuratore capo di Torino Armando Spataro in un’ intervista ha ribadito: «Non abbiamo nessuna prova che qualcuno abbia gridato “Bomba”. Stiamo indagando, c’ è stata una psicosi collettiva». Due giorni fa, in una nota, Spataro aveva spiegato: «Le indagini delegate alla Digos non hanno ancora consentito di individuare l’ evento che ha determinato il panico nella folla». Ieri specialisti della polizia scientifica hanno eseguito dei rilievi all’ altezza del numero civico 182, verso il punto in cui la donna è stata travolta. Si procede per omicidio colposo. Il Codacons, in una nota, afferma che si tratta di un omicidio «con dolo eventuale» (punito più severamente). L’ associazione dei consumatori chiama a raccolta le «parti lese» per un’ azione legale collettiva. Stessa iniziativa viene annunciata da Udire-Uomini e donne in Rete contro ogni forma di violenza. L’ anonimo («un torinese») che ha posato in piazza un mazzo di fiori per Erika non ha dubbi: «uccisa dalle nostre paure bestiali», scrive in pennarello rosso, senza però risparmiare accuse di «incompetenza» all’«amministrazione comunale di turno». I City Angels, che collaborano al servizio d’ ordine del «Piemonte Pride», lasciano un biglietto: «Adesso sei un angelo in cielo, Erika, la folla del paradiso non ti farà paura». Ieri pomeriggio Erika è stata cremata, nel Cimitero monumentale, in forma strettamente privata su indicazione della famiglia.