13 Gennaio 2006

L`auto è“risparmiosa“ la polizza e il bollo no

IL CONFRONTO In dieci anni prezzo d`acquisto e costi d`esercizio sono cresciuti meno dell`inflazione. All`ultimo posto la manutenzione Nonostante le impennate dei prezzi dei carburanti e delle assicurazioni, il costo di esercizio di un`auto negli ultimi dieci anni ha avuto un incremento inferiore al tasso di inflazione. Lo stesso vale per il prezzo dell`auto. E` quanto emerge da una ricerca dell`Ufficio Studi LeasPlan Italia, azienda leader nel noleggio a lungo termine di veicoli, su dati ufficiali dell`Aci sui costi di esercizio nel 1995 e nel 2005. In questo arco di tempo il prezzo di una auto media è passato da 10.899 euro a 13.463 euro con un aumento del 24%. Il costo di esercizio per 15 mila chilometri annui (percorrenza media italiana) è passato da 4.800 euro a 5.862 con un incremento del 22%. Nello stesso periodo l`aumento generale dei prezzi, secondo l`Istat, è stato del 27,59%. I costi di acquisto e di esercizio dell`auto dunque sono stati meno forti dell`inflazione. I motivi di questo andamento, per certi versi sorprendente, sono molteplici. Riguardo i prezzi di acquisto, nell`ultimo decennio, determinante è stata la concorrenza fra le case automobilistiche che si è combattuta, oltre che sul terreno del miglioramento qualitativo del prodotto, anche su quello del contenimento del prezzo di acquisto. Andamento analogo per i costi di esercizio, ma in questo caso grazie ai riflessi del calo del costo del denaro e del miglioramento qualitativo dei prodotti che hanno determinato un minor ricorso agli interventi per riparazioni. L`analisi delle principali voci di spesa fornisce interessanti valutazioni. L`onere per l`ammortamento del prezzo di acquisto dell`auto, secondo l`Aci, per le vettura a benzina da 1001 a 1500 cc è passato da 1.837 euro del 1995 a 1.902 euro del 2005. L`incremento è solo del 4% contro il 24% dell`incremento dei prezzi degli autoveicoli e il 27,59% dell`inflazione. Il miracolo dipende dal fatto che nel costo per l`ammortamento, secondo la formula utilizzata dall`Aci per determinare il costo di esercizio, è compreso l`onere per gli interessi sulla cifra investita nell`auto. Questo onere è fortemente diminuito per il calo del costo del denaro. Gli altri dati vanno interpretati. Ad esempio per i costi di manutenzione si registra addirittura un calo del 5%. La diminuzione non riguarda i singoli interventi o i pezzi di ricambio, il cui prezzo ovviamente è aumentato, ma il numero degli interventi di riparazione. Il merito qui è dell`industria automobilistica che ha introdotto miglioramenti qualitativi nelle auto tali da rendere meno frequente la necessità di manutenzione e riparazioni, compensando così gli aumenti di prezzi. Discorso simile per i carburanti. I prezzi si sono impennati negli ultimi anni: solo rispetto al 2003 la benzina ha subito un balzo del 37 per cento. Ma la risposta al caro petrolio è venuta dai nuovi motori che consumano molto meno rispetto a dieci anni fa. Basti pensare che la percorrenza ottenibile da un`auto media con un litro di benzina nel 2005 è superiore del 34,49% a quella relativa a una vettura della stessa classe del 1995. Questo forte risparmio nel consumo dei carburanti ha compensato in buona parte l`incremento di prezzi. Ma ci sono aumenti che sono andati ben oltre l`inflazione. Per i pneumatici nel decennio si registra un incremento di spesa del 58%, per il bollo del 72%. Ma gli aumenti più pesante riguardano l`assicurazione, più 128% in dieci anni, e ciò nonostante che tra il 1990 e il 1995 i premi fossero già aumentati del 133%. A incidere sul portafoglio degli automobilisti, ci sono poi altri aumenti, che non riguardano il costo di esercizio vero e prorio dell`auto, rilevati dal Codacons: pedaggi autostradali (+ 26 per cento solo negli ultimi due anni), parcheggi (+ 35 per cento) e multe (entità delle sanzioni quasi raddoppiate dal 2003 al 2005).

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this