13 Gennaio 2008

L`AUMENTO del costo del latte alla stalla preoccupa i commercianti

L`AUMENTO del costo del latte alla stalla preoccupa i commercianti da un lato, e i consumatori dall`altro. “Si tratta di rincari che, come piccola distribuzione, non possiamo far altro che subire“, scuote la testa Alessandro Falcini, segretario Fiesa-Confesercenti. “Abbiamo chiesto ai fornitori di cercare di non aumentare i costi del latte – fa sapere Falcini -. Da aprile ci sono stati aumenti del 7-8% per il latte fresco: tutti alla produzione. È lì serve affrontare il problema. Nel settore alimentare, nell`anno 2006-07 i prezzi alla produzione sono lievitati in media del 10%. Certo che alla base di tutto c`è l`aumento del 30% dei prodotti petroliferi“. “C`è sempre una speculazione a danno del consumatore, perché si gonfia la percentuale di crescita dei costi all`origine“, sospira Silvia Bartolini, presidente regionale del Codacons. “Dovrebbero essere attivati dei controlli sulla filiera, a monte – nota la presidente del Codacons -. Da un`indagine nazionale è emerso che nell`ultimo trimestre il prezzo medio del latte è schizzato all`insù. Per una famiglia che consuma almeno un litro di latte al giorno si parla di 36,5 euro in più all`anno“. “Chiederemo alla Regione Toscana di aprire un`istruttoria sui prezzi del latte e faremo una segnalazione alla nuova figura di Mister Prezzi“, conclude Bartolini. Diverso il discorso di Romeo Romei, presidente della Federconsumatori Toscana: “L`aumento di prezzo è innegabile, specie per il latte di `alta qualità`, da noi un po` più caro“. “Penso, però, che i nostri consumatori siano disponibili a pagare qualche centesimo in più per gustare un latte così buono – dice Romei -. Evitiamo di favorire l`importazione e la vendita di prodotti di scarsa qualità, a danno dell`economia regionale e dei cittadini“.

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