Latte in polvere Lactalis contaminato in 83 Paesi, non in Italia
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fonte:
- La Sicilia
Tullio GiannottiParigi. Un silenzio lunghissimo, poi ieri per la prima volta – mentre il caso del latte in polvere per neonati di Lactalis esplodeva su scala internazionale – il presidente Emmanuel Besnier ha preso la parola. Per difendersi («Abbiamo fatto il massimo») e promettere di risarcire «tutte le famiglie che hanno subìto un danno». «Risarcire è giusto, ma il denaro non può comprare tutto» ha seccamente commentato Benjamin Griveaux, portavoce del governo francese. La crisi del latte contaminato con il batterio della salmonella, esplosa a inizio dicembre in Francia in una fabbrica adesso chiusa, a Craon, ha provocato casi di salmonella su 37 neonati francesi, su uno in Spagna, mentre per un altro caso in Grecia sono in corso le analisi. Ma il caso, fino a qualche giorno fa prettamente di natura sanitaria, ha assunto connotazioni politiche con le sempre più pressanti richieste governative di sanzioni nei confronti del gigante mondiale dei prodotti lattieri e caseari, che in Italia controlla fra l’ altro marchi come Parmalat e Galbani. Ma la crisi ha coinvolto anche grandi insegne del commercio come Leclerc, Auchan, Carrefour, che hanno continuato a vendere il prodotto dopo che ne era stato chiesto il ritiro dagli scaffali. Proprio su questo tema, Besnier sostiene che la decisione di richiamare tutte le confezioni di latte per neonati prodotte a Craon è stata una sua proposta e non gli è stato imposto nell’ incontro di venerdì scorso, piuttosto teso, con il ministro dell’ Economia, Bruno Le Maire. Al termine di quell’ incontro, è stato deciso il ritiro di oltre 12 milioni di confezioni in 83 Paesi, in cui non è presente l’ Italia, come ha confermato ieri il ministero della Salute che ha resi noti i lotti del prodotto Milumel Bio oggetto dell’ allerta: 17C0012686 con termine massimo di conservazione (Tmc) 27/04/2018; 17C0012844 con Tmc 24/05/2018; 17C0012965 con Tmc 12/09/2018; 17C0013595 con Tmc 06/01/2019; 17C0013733 con Tmc 03/02/2019. Il governo mostra massima severità, come ha confermato Griveaux: «Quando c’ è del latte in circolazione che ha provocato situazioni sanitarie difficili per dei bambini, significa che ci sono stati degli errori». Sarà la giustizia a stabilirlo, ha aggiunto. Per Besnier, invece, «non c’ è mai stata un’ intenzione di nascondere le cose», anche se «nella prima lista trasmessa alle autorità» del ministero della Salute «mancavano cinque lotti» di latte in polvere. Uno scenario, quello del ricorso in giustizia, che per Codacons potrebbe diventare una class action: «Se sarà accertata la commercializzazione anche in Italia di latte in polvere contaminato, presenteremo una class action contro Lactalis, chiedendo un maxi-risarcimento in favore delle famiglie coinvolte, anche in assenza di patologie nei bambini e solo per i gravi rischi sanitari corsi. Invitiamo i cittadini a conservare scontrini e prove di acquisto del latte in polvere prodotto da Lactalis» ha detto il presidente dell’ associazione, Carlo Rienzi.
tullio giannotti
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Tags: Lactalis, latte, salmonella
