2 Marzo 2009

Latte per bambini inquinato condannate Nestlè e Tetrapak

 CATANIA. Arriva la prima condanna per il latte per l’infanzia contaminato da inchiostro per imballaggi. Il giudice di pace di Giarre ha condannato la Nestlè Italiana e la Tetrapak international, in solido tra loro, al pagamento dei danni, patrimoniali e non, a favore dei genitori di piccole che avevano utilizzato latte Nidina per le loro due figlie. Latte, appunto, che conteneva l’Itx, un tipo di inchiostro utilizzato nella fabbricazione di imballaggi.  Lo rende noto il Codacons, sottolineando che «è la prima sentenza del genere pronunciata in Italia». Il giudice Salvatore Fisichella ha stabilito che «la commercializzazione del "prodotto inquinato" comporta una responsabilità di natura contrattuale ed extracontrattuale in quanto si profila anche una ipotesi di responsabilità per il danno alla salute che la commercializzazione comporta». Il giudice di pace ha ritenuto che «gli attori hanno fornito prova idonea che a seguito dell’acquisto del latte Nestlè e della somministrazione dello stesso alle proprie figlie, subirono un danno di natura psicologica determinato dal turbamento e dalla preoccupazione che la prole possa essere contaminata a causa della sostanza inquinante». L’inchiesta prese l’avvio il 22 novembre del 2005 da un fascicolo aperto dalla Procura della Repubblica di Ascoli Piceno che sfociò nel sequestro, eseguito dal corpo forestale, di 30 milioni di latte per bambini venduto in supermercati e farmacie.  Per il segretario nazionale del Codacons, Francesco Tanasi «anche contro colossi internazionali difesi da primari studi legali italiani, è possibile ottenere giustizia: la vittoria del Codacons in Sicilia contro Nestlè e Tetrapak servirà a fare giurisprudenza in una controversia che appariva ai più persa in partenza proprio per la notevole differenza di forze in campo».  La sentenza ha riguardato, come spiegano i legali, Floriana Pisani e Simona Russo dell’Ufficio Legale Codacons, «il caso del latte prodotto dalla Nestlè Italiana in Tetrapack, (Nidina 1, Nidina 2 e Mio). La misura precauzionale del sequestro del latte era stata disposta a seguito dei risultati delle analisi effettuate dall’Arpa (Agenzia Regionale Protezione Ambientale, Regione Marche). Le analisi accertarono, in tutte le confezioni in scadenza a maggio e settembre 2006, l’alterazione del latte e la presenza di tracce del componente chimico IsopropilThioXantone utilizzato come fotoiniziatore di inchiostri nella fabbricazione di imballaggi nelle confezioni in TetraPak: il cartone a contatto con il latte l’aveva inquinato.

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