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24 Luglio 2012

LATTE NELLA FLEBO, SEI INDAGATI AL SAN GIOVANNI

LATTE NELLA FLEBO, SEI INDAGATI AL SAN GIOVANNI

Torna la malasanità, stavolta è un neonato a farne tragicamente le spese. Potrebbe esserci l’ iniezione di una flebo sbagliata, contenente latte anziché una soluzione fisiologica, all’ origine della morte di un neonato avvenuta il 29 giugno scorso all’ Ospedale San Giovanni Addolorata di Roma. Marcus nasce prematuro al Grassi di Ostia, figlio di una giovane filippina, ma il reparto di neonatologia dell’ ospedale è troppo pieno, così il 27 giugno il piccolo viene trasferito al San Giovanni, un centro di eccellenza in materia. Qui, due giorni dopo, mentre a Roma si celebra la festività di San Pietro e Paolo, accade l’ impensabile: “Sembra ci sia stata una terapia mal fatta, una nutrizione per via endovenosa” spiega il direttore generale del San Giovanni, Gian Luigi Bracciale. Ovvero, uno scambio involontario di flebo che avrebbe portato al decesso del bambino. La vicenda però non trapela, fino a quando, ieri, i quotidiani riportano la notizia dell’ apertura di un indagine da pare della Procura di Roma: almeno sei le persone finite nel registro degli indagati con l’ accusa di omicidio colposo. Il ministro della Sanità Renato Balduzzi invia i suoi ispettori per esaminare i macchinari e chiarire i motivi del ritardo nel denunciare l’ accaduto da parte dei vertici sanitari della struttura. La Commissione parlamentare sugli errori sanitari invece chiede una relazione alla governatrice del Lazio Renata Polverini. IL DIRETTORE generale del San Giovanni sostiene di essere stato avvertito dell’ accaduto il 2 luglio e di aver subito sporto denuncia in Procura, avviando contemporaneamente anche un’ indagine interna: “Non ho avuto l’ impressione che qualcuno volesse minimizzare o nascondere qualcosa, è la regola segnalare alle autorità giudiziarie gli eventi non normali” sottolinea Bracciale. Mentre il direttore sanitario, Gerardo Corea, afferma di aver messo tutto nero su bianco già il 30 giugno. Le voci di alcuni genitori del reparto di neonatologia però riferiscono che la madre di Marcus, colf in uno studio legale dei Parioli, sarebbe intenzionata ad avviare un’ azione giudiziaria per ricostruire quanto accaduto. Nel frattempo montano le polemiche. Renata Polverini parla di “un errore materiale a quanto appare dalle indagini già eseguite nell’ ospedale, faremo il necessario per rimuovere tutti coloro che risultano coinvolti”. Mentre il senatore Pd Ignazio Marino attacca: “La responsabilità è anche della mancanza di risorse, l’ incubatrice era obsoleta, mi risulta che il San Giovanni ne avesse chieste di nuove e più efficienti senza ottenerle”. Critiche anche le associazioni dei consumatori. Se il Codacons parla di “episodio di gravità inaudita, che getta ombre inquietanti sulla sanità laziale”, il Tribunale del Malato sottolinea l’ aumento delle “segnalazioni sugli errori sanitari causati da ‘ disattenzione ‘ del personale, ormai sottoposto ad uno stress preoccupante a causa del blocco del turn over e dei tagli lineari adottati dal governo”. Ora l’ autopsia aiuterà a ricostruire l’ accaduto: non sarebbe stato possibile senza l’ intervento dell’ autorità giudiziaria visto che il corpo era stato già inviato al cimitero di Prima Porta per essere cremato.

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