23 Ottobre 2005

Latte in polvere, la «crociata» del Codacons

Parte da Palermo la «crociata» contro il «caro prezzo» del latte in polvere per l`infanzia. Dopo la «mazzata» inferta nei giorni scorsi dall`Antitrust, scende in campo, ed era inevitabile il Codacons Sicilia. L`ufficio stampa dell`associazione consumatori, ha reso noto ieri pomeriggio, di avere già raccolto una trentina di istanze da altrettante famiglie siciliane e la maggior parte sono palermitane. Da parte sua Francesco Tanasi, leader nazionale dei Consumatori, ha ribadito di avere già raccolto le prime cause per riavere indietro il prezzo del latte per l`infanzia pagato in più. Così come avvenne per l`Rc auto, dopo la sanzione per cartello anticoncorrenza inflitta dall`Autorità Garante della concorrenza e del mercato, Adusbef e Codacons mettono i propri uffici legali a disposizione di quanti intendano chiedere la restituzione delle maggiori somme pagate a causa degli accordi tra aziende. L`Antitrust infatti ha inflitto sanzioni per 9.743.000 euro ad alcuni produttori di latte per l`infanzia che hanno fatto «cartello per mantenere elevati livelli di prezzo, superiori agli altri Paesi europei anche del doppio o del triplo». Un cartello che ha quindi «danneggiato i consumatori italiani, procurando negli anni alle aziende coinvolte un ingiusto vantaggio economico stimabile – afferma Tanasi – in almeno 2 miliardi di euro, che adesso dovranno tornare nelle tasche dei consumatori». L`associazione dei consumatori, quindi lancia un appello a tutti in cittadini. Chi ha conservato gli scontrini del latte acquistato dalle società sanzionate dall`Antitrust (Heinz Italia, Plada, Nestlè Italiana, Nutricia, Milupa, Humana Italia, Milte Italia), può contattare fin d`ora le associazioni Adusbef e Codacons per chiedere indietro la restituzione del 50% di quanto pagato. Ma cosa prevede l`istrutturia dell`Antitrust?
Ha messo in evidenza come «nel periodo 2000/2004, le imprese abbiano posto in essere comportamenti paralleli nella determinazione dei prezzi dei latti per l`infanzia – del latte di partenza e latte di proseguimento – fissando livelli assai elevati e superiori rispetto ai prezzi di prodotti equivalenti o comunque fungibili rilevati negli altri Paesi europei». In particolare, il differenziale tra i prezzi italiani e i correlativi prezzi all`estero nel canale farmaceutico «è stato, nella maggioranza dei casi, maggiore del 150%, con punte di oltre il 300% per i latti di partenza, nonchè maggiore del 100%, con punte di oltre il 200%, per i latti di proseguimento».

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