16 Gennaio 2018

Latte contaminato: ‘Nessun lotto in Italia’

 

OC. Lo scandalo salmonella TIT. Latte contaminato: “Nessun lotto in Italia” SOM. Il ministero della salute rassicura ma il Codacons non si fida: “Necessari controlli serrati” L’ Italia sarebbe al sicuro. Il nostro paese non risulta nella lista di quelli a rischio salmonella, dopo lo scandalo che ha coinvolto il gruppo francese Lactalis. Sono 83 i Paesi in cui è stato ritirato il latte in polvere prodotto dall’ azienda, con 12 milioni di scatole che dovranno essere richiamate, come riferito dall’ amministratore delegato della compagnia d’ oltralpe, Emmanuel Besnier che domenica è stato convocato dal ministro delle Finanze francese di fronte al quale ha promesso risarcimenti per le famiglie coinvolte. Finora si contano 35 casi di neonati colpiti in Francia, uno in Spagna, mentre un altro in Grecia resta da confermare. “Dall’ 8 dicembre però non c’ è stato nessun nuovo caso” ha sottolineato l’ a.d. assicurando che “la nostra priorità assoluta è la sicurezza totale”. Besnier ha promesso di risarcire “tutte le famiglie che hanno subito danni” e ha ammesso che le possibili conseguenze su bambini sotto i sei mesi di età sono “motivo di grande preoccupazione” per il suo gruppo. Già a dicembre era stato deciso il ritiro di alcuni prodotti dai supermercati (dopo alcune segnalazioni di sospetti casi di salmonella), ma ora la misura si estende a tutte le confezioni. Centinaia le cause che sono state già presentate contro il gruppo da parte di famiglie che hanno visto i loro bambini ammalarsi a causa della salmonella dopo aver bevuto il latte prodotto dalla compagnia. Fra questi paesi però non c’ è l’ Italia, dove i marchi di proprietà di Lactalis, tra cui Galbani, Invernizzi, Cademartori, non vendono latte in polvere. A confermarlo è anche il Ministero della Salute, che precisa come “A seguito delle notizie diffuse dai mezzi di informazione relative a lotti di formule per l’ infanzia prodotti in Francia, si informa che le Autorità francesi non hanno comunicato, tramite il sistema di allerta comunitario (RASFF), l’ esistenza di lotti spediti verso il nostro Paese”. Il ministero della Salute aggiunge di aver “comunque già avviato, a titolo precauzionale, interlocuzioni con la Commissione europea e direttamente con le Autorità Francesi, per sollecitare ulteriori informazioni su Paesi e lotti interessati e resta in continuo contatto con entrambe attraverso il sistema di allerta comunitario per seguire ogni sviluppo, ricevere aggiornamenti ed eventualmente adottare ogni provvedimento a tutela dei consumatori”. Comunicate inoltre, per eventuali verifiche da parte delle autorità territoriali e per una completa informazione dei consumatori – i lotti del prodotto Milumel Bio oggetto di allerta latte: 17C0012686 con termine massimo di conservazione (TMC) 27/04/2018, 17C0012844 con TMC 24/05/2018, 17C0012965 con TMC 12/09/2018, 17C0013595 con TMC 06/01/2019, 17C0013733 con TMC 03/02/2019. Rassicurazioni, quelle del ministero, che non convincono però il Codacons, che ricorda come “già lo scorso agosto, in pieno allarme Fipronil, il Ministero si affrettò a rassicurare i cittadini affermando che ‘non risultano distribuiti al consumo uova o derivati (ovoprodotti) contaminate da fipronil sul territorio nazionale'” ricordando come “poche ore dopo questo annuncio l’ Unione Europea smentì il Ministro Lorenzin inserendo l’ Italia nella lista dei paesi che avevano ricevuto uova dalle aziende coinvolte nello scandalo Fipronil”. “Considerati i gravi precedenti, le dichiarazioni del Ministero non appaiono sufficienti a rassicurare i consumatori italiani – spiega il presidente Carlo Rienzi – Per questo chiediamo alle autorità europee di svolgere controlli serrati e diramare una nota ufficiale per escludere l’ Italia dai paesi che hanno ricevuto lotti di latte in polvere contaminato da salmonella”. Intanto diverse associazioni di consumatori in tutta Europa si preparano a una maxi causa contro il colosso francese. L’ Italia sarebbe al sicuro. Il nostro paese non risulta nella lista di quelli a rischio salmonella, dopo lo scandalo che ha coinvolto il gruppo francese Lactalis.Sono 83 i Paesi in cui è stato ritirato il latte in polvere prodotto dall’ azienda, con 12 milioni di scatole che dovranno essere richiamate, come riferito dall’ amministratore delegato della compagnia d’ oltralpe, Emmanuel Besnier che domenica è stato convocato dal ministro delle Finanze francese di fronte al quale ha promesso risarcimenti per le famiglie coinvolte. Finora si contano 35 casi di neonati colpiti in Francia, uno in Spagna, mentre un altro in Grecia resta da confermare. “Dall’ 8 dicembre però non c’ è stato nessun nuovo caso” ha sottolineato l’ a.d. assicurando che “la nostra priorità assoluta è la sicurezza totale”. Besnier ha promesso di risarcire “tutte le famiglie che hanno subito danni” e ha ammesso che le possibili conseguenze su bambini sotto i sei mesi di età sono “motivo di grande preoccupazione” per il suo gruppo. Già a dicembre era stato deciso il ritiro di alcuni prodotti dai supermercati (dopo alcune segnalazioni di sospetti casi di salmonella), ma ora la misura si estende a tutte le confezioni. Centinaia le cause che sono state già presentate contro il gruppo da parte di famiglie che hanno visto i loro bambini ammalarsi a causa della salmonella dopo aver bevuto il latte prodotto dalla compagnia. Fra questi paesi però non c’ è l’ Italia, dove i marchi di proprietà di Lactalis, tra cui Galbani, Invernizzi, Cademartori, non vendono latte in polvere. A confermarlo è anche il Ministero della Salute, che precisa come “A seguito delle notizie diffuse dai mezzi di informazione relative a lotti di formule per l’ infanzia prodotti in Francia, si informa che le Autorità francesi non hanno comunicato, tramite il sistema di allerta comunitario (RASFF), l’ esistenza di lotti spediti verso il nostro Paese”. Il ministero della Salute aggiunge di aver “comunque già avviato, a titolo precauzionale, interlocuzioni con la Commissione europea e direttamente con le Autorità Francesi, per sollecitare ulteriori informazioni su Paesi e lotti interessati e resta in continuo contatto con entrambe attraverso il sistema di allerta comunitario per seguire ogni sviluppo, ricevere aggiornamenti ed eventualmente adottare ogni provvedimento a tutela dei consumatori”. Comunicate inoltre, per eventuali verifiche da parte delle autorità territoriali e per una completa informazione dei consumatori – i lotti del prodotto Milumel Bio oggetto di allerta latte: 17C0012686 con termine massimo di conservazione (TMC) 27/04/2018, 17C0012844 con TMC 24/05/2018, 17C0012965 con TMC 12/09/2018, 17C0013595 con TMC 06/01/2019, 17C0013733 con TMC 03/02/2019. Rassicurazioni, quelle del ministero, che non convincono però il Codacons, che ricorda come “già lo scorso agosto, in pieno allarme Fipronil, il Ministero si affrettò a rassicurare i cittadini affermando che ‘non risultano distribuiti al consumo uova o derivati (ovoprodotti) contaminate da fipronil sul territorio nazionale'” ricordando come “poche ore dopo questo annuncio l’ Unione Europea smentì il Ministro Lorenzin inserendo l’ Italia nella lista dei paesi che avevano ricevuto uova dalle aziende coinvolte nello scandalo Fipronil”. “Considerati i gravi precedenti, le dichiarazioni del Ministero non appaiono sufficienti a rassicurare i consumatori italiani – spiega il presidente Carlo Rienzi – Per questo chiediamo alle autorità europee di svolgere controlli serrati e diramare una nota ufficiale per escludere l’ Italia dai paesi che hanno ricevuto lotti di latte in polvere contaminato da salmonella”.Intanto diverse associazioni di consumatori in tutta Europa si preparano a una maxi causa contro il colosso francese.

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