6 Gennaio 2007

L’assessore Nicola Leanza ha firmato il decreto Valle

L’assessore Nicola Leanza ha firmato il decreto Valle Ente Parco ecco il Consiglio

I senza tetto che anche ad Agrigento esistono possono rassegnarsi. Nel giorno in cui il Codacons regionale, con il proprio segretario nazionale Franco Tanasi chiede al presidente della Regione Sicilia Salvatore Cuffaro e ai sindaci dei comuni isolani di aprire le stazioni, le metropolitane e luoghi da trasformare in alloggi contro il primo "vero" freddo dell’anno, per salvare dall’assideramento i "clochard" nella città dei Templi tutto ciò pare non riguardare. E dire che la stazione ferroviaria centrale di piazza Marconi chiude alle 23 per riaprire quando apre il bar, cioè intorno alle 2.30, quando cominciano a partire i primi treni diretti a Palermo o nei comuni dell’entroterra provinciale. Quello che in passato è stato riparo sicuro per persone molto meno fortunate, utile a trascorrere le ore più fredde delle notti invernali, già da alcuni mesi viene tenuto chiuso dal "padrone di casa": Ferrovie dello Stato o Rfi. Il provvedimento è vecchio di alcuni mesi e l’appello del Codacons ha riproposto i termini di una questione che, in un città popolata da decine d’indigenti, non può passare sotto silenzio. Alla base della chiusura notturna della stazione ci sono state e ci sono motivazioni riguardanti la sicurezza e l’ordine pubblico. Com’è facile intuire dentro i vagoni fermi, negli spazi isolati del terminale ferroviario non sempre ci s’imbatteva prima della chiusura in persone perbene o senza tetto disperati. Tossicodipendenti, clandestini, spacciatori e altri personaggi dalla fedina penale poco rassicurante sceglievano la stazione per trascorrere la notte, "lavorando". Chiusa la stazione i problemi sono stati risolti, ma a farne le spese sono stati quei pochi diseredati che per un posticino riparato all’interno dello scalo ferroviario pagherebbero i soldi che non hanno. Sulla possibile apertura della stazione ai senzatetto non giungono però segnali incoraggianti, anzi. Alla Prefettura sottolineano come "non è di competenza prefettizia imporre l’apertura di una stazione. Potremmo agire solo se ce lo dicesse il consiglio dei ministri" fanno sapere dal secondo piano del palazzo di piazza Vittorio Emanuele dove si evidenzia come "dovrebbero essere i padroni delle strutture a decidere l’eventuale apertura ai senza tetto". E il padrone di casa, Rfi o Ferrovie dello Stato alla faccenda ci ha pensato, ma non ad Agrigento. Con una nota stampa dell’apposito ufficio della società si sottolinea tra l’altro come "si stia affrontando il problema che coinvolge direttamente e in termini talvolta drammatici sicurezza e solidarietà. Nel luglio del 2005 è stato sottoscritto un protocollo d’intesa con l’Anci per affrontare le problematiche del disagio. In Sicilia è già in funzione dal 2 dicembre scorso alla stazione di Catania centrale un "help center" in collaborazione con Comune e Caritas catanese. Strutture analoghe sono in corso di apertura o parzialmente funzionanti a Torino, Genova, Bologna, Firenze, Napoli, Foggia". Agrigento chiude alle 23 e chi cerca riparo si arrangi. 

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