L`assegno girato va in pensione
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fonte:
- Gazzetta di Modena
Cambiano, dal 30 aprile, le norme nella gestione dei libretti: niente più intestazioni “a me medesimo“ e codice fiscale da dichiarare per chi vuole “girare“, comunque, il denaro. Gli assegni non saranno più trasferibili, se non su richiesta specifica saranno tassati di 1,5 euro l`uno. Multe salate per chi non si attiene: previste dall`1% fino al 40% dell`importo. Nuove norme antiriciclaggio, che entreranno in vigore dal prossimo 30 aprile, trasformeranno le abitudini di tutti i cittadini nell`uso degli assegni: tutti quelli emessi dalle banche o dalle poste, infatti, porteranno la dicitura già stampigliata “non trasferibile“ e non potranno più essere girati a terzi. Nel caso in cui l`importo superi i 5.000 euro il trasferimento a terzi non sarà in nessun caso possibile,mentre per importi inferiori la trasferibilità verrà tassata: “Usare un assegno trasferibile costerà al cittadino 1,50 euro – spiega Fabio Galli del Codacone – e gli intestatari delle girate dovranno specificare, nel retro, non solo il nome e cognome per esteso ma anche il proprio codice fiscale. Infine, gli assegni girati“a se stessi“ potranno essere girati unicamente, per l`incasso, ad una banca o alle Poste e non potranno più, cioè, girare al portatore“. Si tratta di norme che vanno a rendere più restrittiva una legge già esistente che aveva limitato gli importi che potevano passare di mano in mano tramite assegni: fino ad oggi, infatti, il limite era fissato ai 12.500 euro (cifra oltre la quale gli assegni non erano più trasferibili) mentre tutti quelli di importo inferiore potevano, con una semplice firma, passare da chi li aveva emessi, anche nelle mani di numerose persone diverse. “Il passaggio di mano in mano di assegni era un modo per far perdere le tracce di denaro con una provenienza non del tutto regolare – spiega il collegio legale del Codacons – praticamente si potevano avere nel retro dell`assegno anche dieci firme diverse e solo l`undicesimo (quello che si sarebbe presentato allo sportello della banca per incassare l`assegno) doveva essere identificabile per l`istituto di credito. Ora, secondo la legge, chi utilizzerà ancora gli assegni trasferibili dovrà specificare il codice fiscale di tutti quelli che trasferiranno ad altri la somma di denaro. In sostanza le legge vuole rendere tracciabili tutti gli assegni per poter conrollare anche i piccoli passaggi di denaro tra persone. In questo senso è importante ricordare, che quando si parla di riciclaggio non bisogna pensare soltanto alle attività illecite di tipo criminoso, come furto, smercio di droga o prostituzione, ma anche più semplicemente a tutti quei passaggi di denaro non registrati che avvengono molto comunemente nella compravendita di immobili, nel pagamento in nero di prestazioni lavorative ecc…“. La legge, datata 29 dicembre 2007, riguarderà anche i libretti al portatore di deposito bancario e postale: anche questi, infatti, non potranno contenere somme superiori ai 5.000 euro. Quelli con saldo superiore, infatti, dovranno essere estinti a meno che il saldo non venga ridotto entro il 30 giugno del 2009. Nel caso, poi, si voglia cedere il proprio libretto a qualcun altro il cedente dovrà comunicare per tempo (entro 30 giorni) all`istituto di riferimento, i dati identificativi del cessionario e la data del trasferimento. “Le sanzioni, in merito all`uso non conforme degli assegi, sono piuttosto elevate – spiega ancora Fabio Galli del Codacons – e vanno dall`uno per cento fino al 40% dell`importo. Le banche che si troveranno davanti a casi di illeciti segnaleranno le inadempienze al dipartimento del tesoro che provvederà, entro novanta giorni a inviare la sanzione“.
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