14 Dicembre 2020

L’assalto a negozi e ristoranti spaventa e divide i sindaci

 

 

Se la folla potesse esprimere un pensiero comune, sarebbe questo: «Se si può, perché no?». Dopo una settimana di foschia e temporali, ieri nel Nord Italia è tornato il cielo azzurro. Con un tempismo perfetto: Lombardia e Piemonte – oltre Basilicata e Calabria – ieri è stata la prima giornata da regioni in giallo. Non solo negozi aperti, ma anche bar e ristoranti. Milano, Torino, Roma, Bologna, Firenze e in quasi tutte le altre città italiane – il rosso è scomparso dalla cartina, arancione restano Abruzzo, Toscana, Valle d’Aosta Bolzano e Campania locali del centro sono pieni di gente, uscita di casa anche solo per il piacere di un caffè in tazzina invece che nel cartone, da ordinare e trangugiare appena fuori dal bar. Roma riapre il mercato di Porta Portese, uno dei simboli della capitale. Sabato pomeriggio, causa calca eccessiva, via del Corso era chiusa a intervalli di circa 15 minuti e le fermate metro Flaminio e Spagna sono rimaste sbarrate per due ore. Il Codacons chiede di «istituire il numero chiuso nelle vie dello shopping o il Comune dovrà rispondere di concorso in epidemia colposa e reati contro la salute pubblica», l’assessore alla Sanità della Regione Lazio, Alessio D’Amato lancia un appello: «Evitate assembramenti altrimenti terza ondata sarà inevitabile. Lo shopping non deve vanificare gli sforzi fatti». Sarà, ma se tutto è aperto, c’è pure il cashback di Natale con lo Stato che restituisce il 10 per cento, perché mai chiudersi in casa? La domanda se la fanno in tanti. Tutto esaurito pure a Torino, per la gioia di ristoratori e clienti, che per assicurarsi un posto a tavola hanno iniziato a prenotare i tavoli già in settimana. Chi sta per strada in coda per un trancio di pizza o un piatto da asporto, lo fa solo perché non ha trovato un posto a sedere. Pienone nelle cosiddette vie dello shopping di Milano, tanto che Confcommercio festeggia «uno scontrino medio sui 90 euro» un aumento degli acquisti rispetto alla domenica scorsa del 20%. Nulla rispetto agli anni buoni, ma è pur sempre un inizio. Così l’associazione di categoria dei commercianti lancia la palla più in là e chiede anche la riapertura dei centri commerciali nei week end. Se il sindaco Beppe Sala domenica sceglie il silenzio social – l’ultimo suo post su Instagram è datato sabato sera, con un tavolo apparecchiato e la didascalia “Cenare in cucina” -, il suo assessore Pierfrancesco Maran in un post su Fb lancia un appello: «Se non è indispensabile uscire, meglio non farlo». E continua: «Le strade di ogni città sono strapiene. Anche se quasi tutti indossano le mascherine, possono creare le condizioni per una terza ondata». Pare non pensarla così il sindaco di Bologna, Virginio Merola, che commenta con un «Molta gente, ma anche molte mascherine» le vie del centro storico strapiene. «La settimana prossima se saremo zona gialla di gente ne vedremo il triplo – chiosa il sindaco di Napoli de Magistris -. Se nel Dpcm c’è scritto che in zona arancione le persone possono uscire, allora escono e se qualcuno si meraviglia è una persona che non ha un cervello particolarmente ossigenato». sera la nota del Pd: «Oc- valutare l’adozione di nuove misure per garantire il contenimento dei contagi»

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