14 Novembre 2021

L’Asl chiede soldi a centinaia di utenti

Pioggia  di  avvisi  di  pagamento,  per  ora  bonari,  da  parte  dell’Asl  Rm  4  a  centinaia  di  utenti  di  Cerveteri,  Ladispoli  e  Santa  Marinella.E  altrettanti  sarebbero  in  procinto  di  arrivare  a  Civitavecchia.  Oggetto  della  richiesta  di  sborsare  denaro,  sarebbero  prestazioni  sanitarie  ricevute  in  regime  di  esenzione  da  parte  di  cittadini  che  non  avrebbero  rispettato  le  regole,  omettendo  la  propria  situazione  economica.  Le  comunicazioni  dell’Azienda  sanitaria  coprono  un  lasso  temporale  ampio,  dal  2011  al  2018,  e  sarebbero  frutto  di  accurati  controlli  incrociati  avviati  da  qualche  mese.  Le  cifre  da  sborsare  variano  da  poche  decine  di  euro  fino  anche  a  500  euro.E  nelle  famiglie  del  litorale  che  hanno  ricevuto  la  lettera,  è  comprensibilmente  dilagata  la  preoccupazione.  Ad  accentuare  i  timori,  anche  la  mancanza  di  riferimenti  precisi  eventualmente  per  saldare  il  presunto  debito.  COMUNICAZIONI  PREVENTIVE  Qualcuno  a  Cerveteri,  Ladispoli  e  Santa  Marinella,  temendo  che  la  cartello  possano  andare  a  ruolo,  ha  preso  d’assalto  gli  uffici  delle  organizzazioni  sindacali  per  ottenere  spiegazioni.  Dall’Asl  di  Civitavecchia  fanno  però  sapere  che  per  ora  non  c’è  da  preoccuparsi.  In  una  nota  ufficiale,  l’Azienda  tranquillizza  gli  utenti  che  si  tratta  solo  di  una  comunicazione  necessaria  a  non  far  cadere  in  prescrizione  i  debiti  vantati  dalla  sanità  e  che  successivamente  saranno  resi  noti  termini  di  pagamento  ed  eventuali  indicazioni  per  presentare  ricorso.  Si  dovrà  insomma  sborsare  quattrini  ma  non  subito.  Sui  social  le  persone  si  sono  sfogate  e  sono  molti  i  dubbi  sulla  legittimità  temporale  della  pioggia  di  richieste  di  denaro  arrivate  a  centinaia  di  famiglie.  Molte  richieste  di  rimborso  per  esenzioni  non  dovute  risalgono  addirittura  a  dieci  anni  fa.  Sindacati  e  associazioni  di  consumatori  si  sarebbero  già  attivate  per  comprendere  se  l’errato  pagamento  di  prestazioni  sanitarie  sia  esente  dalla  prescrizione  che  entra  in  vigore  dopo  cinque  anni.  Si  teme  inoltre  che  il  preannuncio  di  richieste  di  pagamento  sia  stato  inviato  anche  a  utenti  che  avevano  diritto  all’esenzione  ticket.  ASSOCIAZIONI  MOBILITATE  «Molti  cittadini  si  sono  rivolti  anche  ai  nostri  sportelli  – afferma  Angelo  Bernabei,  coordinatore  del  Codacons  del  litorale  – per  chiedere  informazioni  e  organizzare  eventualmente  una  class  action.  Non  entriamo  nel  merito  degli  omessi  pagamenti  del  ticket,  però  invitiamo  l’Asl  a  verificare  accuratamente  le  singole  posizioni.  Ci  sono  utenti  che  nel  periodo  di  richiesta  di  denaro  erano  addirittura  ricoverati  in  ospedale.  Altri  hanno  ribadito  di  aver  già  pagato,  ma  che  dopo  dieci  anni  è  difficile  ritrovare  la  documentazione.  Il  Codacons  è  pronto  ad  attivare  tutte  le  iniziative  a  tutela  dei  cittadini  e  non  possiamo  astenerci  dall’osservare  quanto  sia  inopportuno  bussare  alla  porta  degli  utenti  in  questo  periodo  di  forte  crisi  economica  dovuta  alla  pandemia  per  prestazioni  vecchie  di  dieci  anni.  Solo  a  Cerveteri  e  Ladispoli,  nel  corso  dell’anno,  sono  state  complessivamente  5  mila  le  famiglie  che  hanno  chiesto  un  aiuto  ai  Comuni  per  fare  la  spesa  o  pagare  le  bollette  essendo  sulla  soglia  della  sopravvivenza».  Molti  cittadini  hanno  chiesto  alle  amministrazioni  del  litorale  di  interessarsi  della  scottante  questione  e  prendere  posizione  con  apposite  mozioni  od  ordini  del  giorno  nei  rispettivi  Consigli  comunali.  Gianni  Palmieri 

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