L`ascom: il comune ci danneggia
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fonte:
- Il Piccolo
Cantieri in ritardo, centro cittadino nel caos: si inaspriscono i rapporti tra i commercianti e l`amministrazione L`Ascom: “Il Comune ci danneggia“ No agli indennizzi, no alle richieste di parcheggi. Boscarolli: “Voglio spiegazioni“ “Questo governo di centrosinistra, a Monfalcone, non aiuta i settori veramente in difficoltà o, perlomeno, non aiuta quello della produttività“. Reagisce con sdegno, il presidente dell`Ascom, Glauco Boscarolli, alla notizia che anche il Codacons, come già il sindaco Gianfranco Pizzolitto e l`assessore al Bilancio, Michele Luise, stronca la richiesta di un indennizzo inoltrata a maggio dagli esercenti. I quali l`avevano all`epoca perorata per tamponare, in parte, i disagi patiti dal prolungarsi dei cantieri in centro. La negazione di un dilazionamento sulle imposte fiscali comunali, per l`Ascom, è solo la ciliegina di una torta che appare guasta già da tempo. Sono mesi, infatti, che i commercianti storcono il naso davanti alle proposte che provengono dal Municipio. In principio, l`oggetto del contendere erano stati i cantieri di via Duca d`Aosta, che avevano assottigliato le casse dei negozianti. Poi c`era stata la domanda, per mesi disattesa, di realizzare nuovi posti auto in centro. Quindi era venuta la volta del restyling di piazza della Repubblica, con ripetuti rinvii (e arcinote polemiche) circa la sua attesa inaugurazione. S`inseriva inoltre, in tale contesto, la querelle sulla chiusura al traffico veicolare del lato farmacia, mentre parallelamente avanzava il problema, tuttora irrisolto, delle aperture domenicali. Non ultima, la continua richiesta di investimento su un settore che in 12 mesi ha visto, solo in centro, una decina di serrande abbassate, e, negli ultimi giorni, tre commesse lasciate a casa in corso del Popolo. A questo punto, il presidente Glauco Boscarolli, esige chiarezza: “Vorrei porre un quesito all`amministrazione e al Codacons: il settore del commercio offre o no un servizio alla comunità? Se la risposta è negativa, allora tanto vale, per i negozianti, chiudere bottega e starsene a casa. Ma se, come penso, la risposta è sì, allora la negazione continua di parcheggi e dilazionamenti si rivela un errore grosso per tutti“. Secondo il vertice dell`Ascom, parecchi esercenti “ritenevano giusto ottenere un riconoscimento per le sofferenze subite“: “Perché le perdite di utili sono state reali: il calo di affari ha comportato la mancanza di capacità d`investimento e, contemporaneamente, la difficoltà a mantenere il personale. Con conseguenti difficoltà sul servizio complessivo. E di questo – aggiunge – l`amministrazione dovrebbe rendersi conto. Oppure, dica chiaro e tondo che non le importa niente e facciamola finita una volta per tutte coi bei discorsi“. La dichiarazione che più fa indignare Boscarolli, è la seguente, fatto dal Codacons: “Nell`ambito commerciale i consumatori sono continuamente danneggiati da comportamenti “poco corretti“: infatti i commercianti (non tutti), non essendo “opere pie“ agiscono esclusivamente da imprese e, quindi, nel loro interesse“. “Ma che discorso è – sbotta il presidente Ascom -? Forse i canterini, i professionisti, i funzionari pubblici, i dirigenti e gli stessi amministratori forniscono le loro prestazioni gratis? Lavorano per la gloria? O anche loro, come i commercianti, si rimboccano le maniche per guadagnare del denaro e con esso garantire una vita decorosa alla propria famiglia? Se il Codacons ha fatti negativi da denunciare a Monfalcone, parli chiaro: saremo i primi a ringraziarlo, perché le poche volte in cui ci sono stati dei comportamenti scorretti l`Ascom li ha combattuti apertamente“. L`associazione dei consumatori ritiene inoltre che l`eventuale dilazionamento di Ici e Tarsu potrebbe essere in qualche modo discriminatorio nei confronti dei cittadini che hanno allo stesso modo patito il prolungarsi dei cantieri: “Sono d`accordo con loro sull`Ici – afferma Boscarolli – che noi rifiutiamo, ma la penso diversamente sulla Tarsu. Le famiglie pagano la tassa a seconda del numero di componenti, viceversa i negozianti a seconda del tipo di attività e della metratura dei locali. Pertanto, a differenza dei privati, se sporcano meno pagano lo stesso. Ora, posto che i volumi d`affari sono diminuiti è logico che anche quello dell`immondizia prodotta sia calato. Ciò ha comportato meno servizio da svolgere per la raccolta: non sarebbe, quindi, così impensabile far pagare di meno ai titolari di esercizi commerciali“. Tiziana Carpinelli.
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