L`artigianato dice no a tutti gli Ogm
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fonte:
- Italia Oggi
Le produzioni agroalimentari di qualità devono essere difese No agli Ogm. Per tutelare la tradizione agro alimentare italiana, una delle punte di diamante del Made in Italy. E per garantire la sicurezza e la salute dei consumatori. Le pmi dell`artigianato alimentare italiano hanno le idee chiare. E ribadiscono la necessità di respingere ogni tentazione favorevole ai prodotti e alle colture transgeniche. Ecco perché Cna alimentare e Confartigianato alimentazione hanno aderito alla Coalizione ItaliaEuropa – Liberi da Ogm, il cartello che riunisce per la prima volta le maggiori organizzazioni, oltre che dell`artigianato, degli agricoltori, della moderna distribuzione, della piccola e media impresa, dei consumatori, dell`ambientalismo. E poi della scienza, della cultura e della cooperazione internazionale. Per fare alcuni esempi: Coldiretti, Codacons, Slow Food Italia, WWF, Federconsumatori, Coop, Cia, Adusbef e così via. Uno spaccato del mondo sociale e produttivo che rigetta con forza la possibilità di accogliere in Italia gli Ogm e che ha organizzato, per questo, una consultazione nazionale, ossia un voto palese con tanto di scheda fac simile a quella delle elezioni che però andrà firmata. Varata anche un vera e propria campagna d`autunno che partirà il prossimo settembre, nel corso del quale si susseguiranno, incontri, seminari, dibattiti (vedi pag. 17). Un programma che vedrà le piccole imprese dell`artigianato alimentare in prima fila. “Le possibilità di sviluppo delle imprese artigiane e delle pmi dell`agroalimentare italiano di fatto sono incentrate sulle peculiarità originali delle nostre produzioni, contraddistinte dai tratti della tipicità, della tracciabilità, della genuinità e del legame inscindibile territorio-storia-cultura“, spiega Sandro Moscardi presidente della Cna Alimentare, “caratteristiche, queste, che risultano incompatibili con la presenza al loro interno di Ogm“. Ecco perché per Cna Alimentare e Confartigianato Alimentazione sono necessari interventi a difesa delle produzioni tipiche e tradizionali del nostro artigianato agro alimentare. “Parliamo di 80.000 imprese e 240.000 addetti che realizzano quasi il 90% delle specialità della cucina italiana“, aggiunge Moscardi, “un patrimonio produttivo apprezzato in tutto il mondo proprio per la qualità delle materie prime con le quali vengono realizzati i piatti tipici della nostra tavola“. Secondo il presidente della Cna alimentare i tre quarti dei consumatori italiani hanno già chiarito che sono contrari agli organismi geneticamente modificati. “Non a caso le associazioni dell`artigianato alimentare hanno chiesto l`intervento del governo e del parlamento per garantire la corretta informazione dei consumatori e la valorizzazione delle tradizioni produttive delle piccole imprese che utilizzano materie prime sicure e prive di Ogm“, chiarisce Moscardi. “Si tratta di garantire la tracciabilità del prodotto e una corretta etichettatura“, insiste il presidente di Cna alimentare, “e da questo punto di vista non capiamo le obiezioni che arrivano da Bruxelles relativamente a eventuali ostacoli al libero mercato“. Per le due Confederazioni, per di più, “un consumatore più informato e responsabile rappresenta l`arma migliore per contrastare i fenomeni della concorrenza sleale, delle contraffazioni, delle importazioni illegali di prodotti a costi irrisori e a scarso valore aggiunto“. Al momento in Italia le produzioni Ogm sono vietate. Resta però il problema delle materie prime importate come la soia, il mais e così via. Prodotti questi di provenienza statunitense, patria delle colture transgeniche. Per il cartello delle associazioni ItaliaEuropa, oggi è tuttavia necessario prevenire ogni tentazione di apertura agli Ogm. “Al governo italiano chiediamo di prendere una posizione seria e rigorosa contro questa possibilità e di dar voce ai consumatori e alle imprese italiane anche a Bruxelles“, conclude Moscardi.
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