18 Gennaio 2012

«Scelte illogiche, prese non conoscendo il territorio vibonese»

«Scelte illogiche, prese non conoscendo il territorio vibonese»

SERRA SAN BRUNO Il Codacons scende in campo contro la preannunciata soppressione dell’ Ufficio del Giudice di Pace nella cittadina delle Serre. A far sentire la propria voce è il responsabile di zona Antonio Damiano Carnovale il quale con un comunicato alla stampa esprime le sue preoccupazioni e perplessità in ordine a un provvedimento ritenuto del tutto inopportuno e basato solamente su calcoli statistici che lasciano il tempo che trovano. «Ancora una volta – scrive Carnovale – assistiamo impotenti al depauperamento del territorio serrese con la spoliazione di servizi essenziali per l’ intera comunità». A parere del responsabile del Codacons la cosa appare di inaudita gravità e sconcertante superficialità, specie laddove nella relazione esplicativa del provvedimento si legge che la metodologia adottata dal legislatore per decretare la soppressione dell’ Ufficio si è basata su un’ analisi statistica. «Come nella sanità – denuncia il Codacons – i numeri prevalgono sui bisogni concreti dei cittadini e nessuna considerazione viene fatta sulla circostanza che migliaia di utenti dovranno percorrere le vere e proprie mulattiere che conducono al capoluogo di provincia per poter solo avere un’ informazione in cancelleria o per rendere una testimonianza o per un generico accesso alla giustizia che in Italia è amministrata in nome del popolo. Un tale accorpamento e accentramento di servizi nel capoluogo di provincia – osserva il responsabile del Codacons – può essere razionale solo in un territorio ricco di infrastrutture viarie, trasporti pubblici efficienti e tecnologie avanzate per la gestione informatica dei processi e delle informazioni di cancelleria. Il territorio vibonese non spicca certo per tali peculiarità, pertanto è illogico dare retta ai numeri, ma è necessario calarsi nei bisogni reali, adottando strategie consone alla conoscenza del territorio e non legate allo studio di statistiche dietro una comoda scrivania». Carnovale sollecita, quindi, i comuni a consorziarsi per cercare di salvare l’ ufficio del Giudice di Pace e, nello stesso tempo, si dichiara pronto a dare voce alle proteste dei cittadini e a scendere in campo insieme agli addetti del comparto giustizia.

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