«Scelte illogiche, prese non conoscendo il territorio vibonese»
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fonte:
- Gazzetta del Sud
SERRA SAN BRUNO Il Codacons scende in campo contro la preannunciata soppressione dell’ Ufficio del Giudice di Pace nella cittadina delle Serre. A far sentire la propria voce è il responsabile di zona Antonio Damiano Carnovale il quale con un comunicato alla stampa esprime le sue preoccupazioni e perplessità in ordine a un provvedimento ritenuto del tutto inopportuno e basato solamente su calcoli statistici che lasciano il tempo che trovano. «Ancora una volta – scrive Carnovale – assistiamo impotenti al depauperamento del territorio serrese con la spoliazione di servizi essenziali per l’ intera comunità». A parere del responsabile del Codacons la cosa appare di inaudita gravità e sconcertante superficialità, specie laddove nella relazione esplicativa del provvedimento si legge che la metodologia adottata dal legislatore per decretare la soppressione dell’ Ufficio si è basata su un’ analisi statistica. «Come nella sanità – denuncia il Codacons – i numeri prevalgono sui bisogni concreti dei cittadini e nessuna considerazione viene fatta sulla circostanza che migliaia di utenti dovranno percorrere le vere e proprie mulattiere che conducono al capoluogo di provincia per poter solo avere un’ informazione in cancelleria o per rendere una testimonianza o per un generico accesso alla giustizia che in Italia è amministrata in nome del popolo. Un tale accorpamento e accentramento di servizi nel capoluogo di provincia – osserva il responsabile del Codacons – può essere razionale solo in un territorio ricco di infrastrutture viarie, trasporti pubblici efficienti e tecnologie avanzate per la gestione informatica dei processi e delle informazioni di cancelleria. Il territorio vibonese non spicca certo per tali peculiarità, pertanto è illogico dare retta ai numeri, ma è necessario calarsi nei bisogni reali, adottando strategie consone alla conoscenza del territorio e non legate allo studio di statistiche dietro una comoda scrivania». Carnovale sollecita, quindi, i comuni a consorziarsi per cercare di salvare l’ ufficio del Giudice di Pace e, nello stesso tempo, si dichiara pronto a dare voce alle proteste dei cittadini e a scendere in campo insieme agli addetti del comparto giustizia.
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