28 Ottobre 2011

«Nei terreni 35 tipi di rifiuti»  

«Nei terreni 35 tipi di rifiuti»
 

• Sala Consilina. Sono trentacinque le tipologie di rifiuti speciali, pericolosi, tossici e non, che negli anni scorsi sono state sversate nei terreni di quattro comuni del Vallo di Diano ricadenti nei comuni di San Pietro al Tanagro, Sant’ Arsenio, Teggiano e San Rufo. • Trentacinque tipo di rifiuti che hanno avvelenato complessivamente oltre 40mila metri quadrati di terreni. • L’ elenco delle tipologie di rifiuti è riportato in maniera dettagliata nell’ atto con cui si dispone il rinvio a giudizio richiesto dalla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere di 38 persone che dalle indagini sono risultate coinvolte nel traffico illecito di rifiuti speciali venuto alla luce con l’ operazione "Chernobyl". • Il processo nei confronti delle 38 persone coinvolte nell’ inchiesta sará celebrato a breve presso lo stesso Tribunale di Santa Maria Capua Vetere: alla sbarra tutti coloro che hanno determinato «un disastro doloso ambientale cagionato dalle condotte criminose dei componenti della citata organizzazione criminale, i quali partecipando al sodalizio criminoso in modo continuativo e permanente ed apportando il proprio materiale contributo cagionavano dolosamente un disastro ambientale a causa dell’ illegittimo smaltimento dei rifiuti». • Nei quattro terreni individuati nel Vallo di Diano dagli investigatori è arrivato praticamente di tutto. I veleni in questione sono identificati con dei codici negli atti della Procura. • Nello specifico si tratta di scarti di tessuti vegetali, feci di animali, rifiuti prodotti dalla lavorazione della pietra, fanghi di varia natura, imballaggi di carta, cartone e legno, soluzioni acquose di varia natura, rifiuti provenienti da lavori edili, liquidi prodotti dal trattamento di rifiuti di origine animale, fanghi prodotti dal trattamento delle acque reflue urbane, fanghi prodotti dal depuratore di Cuma – Pozzuoli, residui di trattamenti delle acque reflue industriali, fanghi provenienti dalle fosse settiche di navi approdate nel porto di Napoli, rifiuti dei mercati e rifiuti di cucine e mense. • Un elenco che fa venire la pelle d’ oca se si pensa che in alcuni terreni vicini a quelli contaminati ci sono anche delle coltivazioni di prodotti agricoli ed è altamente probabile che i prodotti ortofrutticoli possano essere stati contaminati dai veleni presenti nei terreni. • A rendere noti i dati identificativi dei terreni è stato il Codacons del Vallo di Diano, attraverso il suo responsabile Roberto De Luca. Il Codacons insieme ad altre associazioni di consumatori probabilmente si costituirá parte civile nel processo penale che si terrá presso il tribunale di Santa Maria Capua Vetere. • I cittadini del Vallo di Diano sono preoccupati perchè potrebbero aver mangiato prodotti ortofrutticoli locali provenienti dai terreni contaminati o da quelli confinanti. Si attende ora una risposta da parte dei sindaci dei Comuni coinvolti che con carte alla mano e non solo a parole dimostrino che le bonifiche necessarie sono state fatte. • I terreni finiti al centro dell’ inchiesta sono a San Pietro al Tanagro, Teggiano, Sant’ Arsenio, San Rufo Erminio Cioffi © riproduzione riservata.

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