15 Gennaio 2012

«La riforma è necessaria ma no allo stravolgimento» 

«La riforma è necessaria ma no allo stravolgimento» 

 
LIBERALIZZARE è la chiave per far ripartire la crescita economica, adesso ?ingessata? in un sistema di regolazione del mercato di stampo medioevale. Serve un processo completo di liberalizzazioni: la concorrenza che ne scaturirebbe, in ogni comparto, avrebbe ricadute positive sui consumatori, in termini di costi e di qualità di beni e servizi. Le liberalizzazioni di cui alla bozza del decreto che sta per essere presentato in Parlamento, non sono solo utili, ma indispensabili, nel delicato frangente economico in cui ci troviamo. Ovviamente, devono essere accompagnate da mirati ed attenti interventi che garantiscano l’ equità sociale e non devono condurre ad una selvaggia deregulation, soprattutto nell’ offerta di particolari servizi professionali. La bozza del testo legislativo contiene anche l’ estensione del principio comunitario di libera concorrenza con riferimento a determinate professioni, quali commercialisti e avvocati. Ma le liberalizzazioni professionali sono un’ arma doppio taglio: è giusto rimuovere inutili barriere e limitazioni più dannose per l’ economia che utili per la tutela dell’ interesse pubblico. Ma l’ apertura indiscriminata all’ accesso e all’ esercizio di professioni ?delicate?, come avvocati e commercialisti, mette a rischio la qualità delle prestazioni offerte. Quindi, riforme sì, ma non stravolgimenti che potrebbero danneggiare il consumatore. Le liberalizzazioni, in questo ambito, saranno un vantaggio per i consumatori in termini di costi solo se non si tradurranno in uno scomposto assalto agli Ordini Professionali che ? è utile ricordarlo ? non tutelano gli iscritti ? ma la generalità degli utenti. In generale, però, è bene ribadire che le liberalizzazioni, in sé, sono un bene, perché innescano un circolo virtuoso: più concorrenza, prezzi più bassi, maggiori risorse disponibili, più investimenti. Con le liberalizzazioni previste nel provvedimento ? se attuate ? le famiglie italiane potrebbero risparmiare come minimo circa 900 euro l’ anno grazie all’ apertura del mercato, all’ aumento della concorrenza nei vari settori ed alla conseguente riduzione dei prezzi. * presidente Codacons Toscana.
 

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