17 Gennaio 2012

«La manovra non era autorizzata noi parte lesa, eroico l’equipaggio»

«La manovra non era autorizzata noi parte lesa, eroico l’equipaggio»

GENOVA – Bandiere a mezz’ asta nel palazzo della Costa Crociere, in piazza Piccapietra a Genova, e l’ amministratore delegato e presidente Pierluigi Foschi che, rientrato urgentemente dall’ estero, non nasconde la sua commozione per una «tragedia di enormi proporzioni». Costata la vita a numerose persone per «un errore umano» e con gravi ripercussioni non solo per l’ azienda, ma anche per il sistema-crociere. La sola Costa valuta in 93 milioni di dollari i danni «immediati» per il disastro Concordia. Non solo: vanno ancora calcolati i danni riguardanti i diversi aspetti assicurativi. L’ analisi legale non è ancora stata fatta, invece, ma «sento che l’ azienda ora è parte lesa», dice l’ ad, sottolineando che «la reputazione dell’ azienda sarà comunque ristabilita e riotterremo la fiducia dei clienti». Due ore di conferenza stampa, giornalisti che arrivano da varie parti del mondo, per sentire le prime parole ufficiali del gruppo, dopo che fino ad oggi la comunicazione era stata affidata a Twitter e Facebook. Non si può nascondere l’ errore umano, eppure una difesa del comandante Francesco Schettino non manca: «Costa Crociere darà assistenza legale al comandante. Ma l’ azienda ha il dovere di tutelare i suoi 24mila dipendenti, e non possiamo così negare un errore umano». Quella bravata, come è stata spesso definita in questi giorni, è stata comunque in qualche modo rimediata, secondo l’ azienda: «Per quanto riguarda il soccorso, testimonianze interne indicherebbero che il comandante ha fatto quel che doveva», dice Foschi. E anche sul repentino abbandono della nave da parte dello stesso comandante c’ è qualche dubbio. «Non abbiamo elementi per smentire quanto affermato dalla capitaneria di porto, tuttavia da testimonianze interne ci risulta che il comandante sia rimasto a bordo molto a lungo». C’ è un’ inchiesta in corso, gli errori ci sono stati e le conseguenze sono evidenti, ma per Costa Crociere su Schettino non è stata detta tutta la verità. Come sui soccorsi: ed è qui che Foschi prende fiato, trattiene le lacrime, parla di decine di «testimonianze interne» che riferiscono il contrario, e cioè che non è vero che il capitano abbia abbandonato la nave, e tantomeno che sia fuggito. «Può essere vero che il comandante sia stato visto a terra, non sono in grado di dirlo. Se è così, non lo ha fatto certo per fuggire, ma per verificare da terra la posizione della nave, per poi far subito ritorno a bordo». E comunque, sottolinea ancora, «tutti i membri dell’ equipaggio si sono comportati da eroi, hanno agito in situazione notturna su una nave inclinata. Ma, in quella situazione, sono state evacuate 4 mila persone in due ore. Credetemi, non è facile». Nessun dubbio anche nella ricostruzione della fasi che hanno preceduto la tragedia: «La rotta della Concordia è stata impostata correttamente alla partenza nel porto di Civitavecchia». Se la nave è uscita di rotta «la manovra non era approvata, né autorizzata da Costa Crociere», ma è stata effettuata «dal comando nave». E la storia della tradizione riguardo al passaggio della Concordia vicino al Giglio? «Noi passiamo da lì cento volte l’ anno. Ci risulta che in una sola altra occasione una nave Costa sia transitata tanto vicino al Giglio. È successo il 9 agosto del 2011, e in quell’ occasione ebbe l’ autorizzazione sia della Compagnia, sia della Capitaneria di Porto». Intanto la Costa deve pensare anche al futuro: tra le ipotesi quella di offrire crociere a chi ne aveva già prenotata una sulla Concordia. «Una cosa è certa: la sicurezza delle nostre navi non è in discussione, sono navi che rispondono ai più alti standard di sicurezza richiesti dalle normative internazionali». E poi c’ è da trovare un accordo con le associazioni di consumatori: mentre il Codacons chiede 10mila euro di risarcimento a passeggero, le varie associazioni incontreranno oggi a Roma, nella sede di Confindustria, l’ Associazione dei Tour Operator Astoi per aprire la gestione di un tavolo di conciliazione. RIPRODUZIONE RISERVATA.

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