22 Gennaio 2012

«Grazie alle liberalizzazioni usciremo dalla recessione»

«Grazie alle liberalizzazioni usciremo dalla recessione»

ROMA Parte la fase due, quella della crescita sulla quale il Governo intende spingere rendendo meno ingessato il sistema economico italiano attraverso le liberalizzazioni e, la prossima settimana, un nutrito pacchetto di semplificazioni. E mentre il fronte del ‘nò aumenta le proprie schiere c’ è anche chi, come gli industriali plaudono alle misure varate. Perplessi i partiti che annunciano la loro intenzione di modificare il testo. Anche se il premier, Mario Monti avverte: «il Parlamento è sovrano ma sconsiglieremmo di fare variazioni che dovessero far venir meno la logica di insieme». Sul testo, ancora atteso al Quirinale con la bollinatura della Ragioneria per l’ esame, sono divisi i consumatori: alcuni ritengono che le misure siano insufficienti (il Codacons). Altri, come l’ Osservatorio nazionale di Federconsumatori, calcolano un risparmio di tutto rispetto per le famiglie: 1000 euro l’ anno. Il Governo va avanti: il sottosegretario alla Presidenza, Antonio Catricalà, ispiratore di molte delle norme del pacchetto, spiega che «ci sarà un periodo di attesa dei mercati e di diffidenza delle categorie, ma siamo sicuri di vincere la diffidenza ed infondere la giusta fiducia». Inoltre l’ effetto sull’ economia sarebbe benefico: «il piano del governo dovrebbe portare ad un aumento di Pil di un punto e mezzo nel medio periodo e nel lungo periodo ad una crescita pari a quella dei partner europei più avanzati». Ma l’ obiettivo è ancora più ambizioso ed è contenuto della nota di Palazzo Chigi dove si ricorda che secondo gli studi dell’ Ocse, con le norme sulle liberalizzazioni e le riduzioni delle rendite nel settore dei servizi al livello medio degli altri Paesi euro il prodotto interno lordo potrebbe salire dell’ 11%, i consumi dell’ 8% e i salari reali di quasi il 12%. Ma il premier Mario Monti aggiusta il tiro su questo punto: «alzare gli stipendi non dipende dal provvedimento sulle liberazlizzazioni, sarebbe bello ma non è così. Però maggiore concorrenza, maggiore liberalizzazione e apertura dei mercati significano minori rendite di posizione, quindi a parità di condizioni, prezzi più bassi che moderano il costo della vita». Comunque – dice Palazzo Chigi – «le disposizioni consentiranno, nel breve periodo, di traghettare l’ economia nazionale fuori dalla spirale recessiva». I politici vanno in ordine sparso: tra i moltissimi commenti sia il segretario del Pd, Pierluigi Bersani, sia il capogruppo del Pdl, Fabrizio Cicchitto, annunciano modifiche in Parlamento. Bersani spiega: «proporremo di più». Secondo Cicchitto «è evidente che il provvedimento andrà approfondito a livello parlamentare». Il presidente della Camera, Gianfranco Fini, promuove il provvedimento. e per Pier Ferdinando Casini si tratta di «una cosa seria mai fatta prima». E sempre dal terzo polo Francesco Rutelli avverte: «faremo la guardia al decreto». Storce il naso il numero uno della Cgil, Susanna Camusso, soprattutto sui salari: «se il governo ha detto una cosa di questo tipo ha detto una cosa di cui non si capisce la natura». Giudizio positivo invece dal segretario della Cisl Raffaele Bonanni: le norme «sono primo segnale di rottura della staticità italiana sui temi di una maggiore concorrenza». Per il segretario della Uil, Luigi Angeletti, le norme «rappresentano un primo passo verso la crescita ma ne va verificata l’ effettiva attuazione ed efficacia». Un plauso arriva anche dalla leader degli industriali Emma Marcegaglia ieri Monti è volato a di Tripoli dove, accompagnato dai ministri degli Esteri, Giulio Terzi e della Difesa, Giampaolo Di Paola, ha incontrato il premier del governo provvisorio libico, Abdel Rahim Al-Kib. Obiettivo della visita: rilanciare l’ amicizia e la cooperazione fra l’ Italia e la nuova Libia del dopo-Gheddafi affinché Roma torni ad essere il «partner strategico del nuovo governo».

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this