«Assurdo non fare subito il test dell’ alcol»
-
fonte:
- il Tirreno
codacons nomina un proprio consulente e sollecita la procura a compiere ulteriori accertamenti
GROSSETO «Assurdo che i carabinieri non abbiamo fatto un prelievo di sangue al comandante subito dopo l’ incidente. E’ prassi che si faccia negli incidenti stradali…». Il professor Settimio Grimaldi, consulente di Codacons, non nasconde nulla della sua meraviglia all’ uscita dalla Procura di Grosseto dove poco prima il sostituito procuratore Stefano Pizza ha conferito al professor Marcello Chiarotti (Università Cattolica di Roma) l’ incarico di accertare se Francesco Schettino abbia assunto sostanze stupefacenti: un accertamento che sarà condotto sul campione di urine e di capelli prelevato a Schettino, con il suo consenso, durante l’ udienza di convalida del fermo, tenutasi martedì dell’ altra settimana. Un incarico che inizierà giovedì, che sarà completato entro un mese ma sul quale il Codacons (ieri in via Monterosa era presente anche il presidente Elio Iannutti con l’ avvocato Annamaria Altera) esprime qualche riserva: «Serviva un altro test – aggiunge Grimaldi – che anche Chiarotti ha chiesto, cioè l’ esame sulla transferrina desialata, che è l’ impronta digitale, il marcatore del sangue quanto si assume alcol con continuità. Ma la Procura ha detto no». Ma c’ è ancora tempo per farlo, eventualmente? «Siamo ancora in tempo. Il test è valido entro le due settimane». E adesso? «Oggi (ieri, ndr) – risponde Iannutti – facciamo istanza per chiedere il prelievo di sangue: domani (oggi, ndr) sapremo la risposta». La difesa di Schettino (in Procura c’ era Patrizia Fabbiani per Bruno Leporatti) si era opposta alla presenza di Codacons, sostenendo che l’ associazione in questa fase («riservata per legge ai soggetti indagati e alle persone offese del reato») non poteva essere ammessa. Il pm ha valutato invece che l’ associazione ha sporto denuncia e si dichiara portatrice di interessi collettivi-diffusi e che, soprattutto, la sua presenza non incide né inficia l’ accertamento peritale. La difesa di Schettino si è riservata di indicare un proprio esperto. Nessun esperto invece da parte di Costa Crociere (l’ avvocato Marco De Luca è rappresentato dall’ avvocato grossetano Simona Brizzi) né dalla parte Giovanni Masia (i familiari sono rappresentati dall’ avvocato Simone Costanzo), l’ uomo sardo perito nel naufragio. ©RIPRODUZIONE RISERVATA.
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- TRASPORTI
