6 Dicembre 2011

«A rischio anche i consumi primari»

«A rischio anche i consumi primari»

 
Se per salvare l’ Italia il professor Monti ha rinunciato al suo stipendio di premier e ministro dell’ Economia, cosa di cui gli va dato atto, se il ministro del Lavoro Elsa Fornero si è commossa in diretta nell’ illustrare la stangata sulle pensioni, cosa che denota la difficoltà di scelte che altri prima di lei hanno rinviato fino a renderle oggi tanto più amare sull’ orlo del baratro, c’ è da chiedersi cosa si possa tagliare o per cosa ancora si possa piangere in una città che a stento ha salvato sé stessa e ora deve anch’ essa contribuire a salvare l’ Italia e l’ Europa unita. Domanda difficile, eppure è anche qui, in questa Catania in cui è già un mezzo miracolo e una grande speranza poter accendere le luminarie di Natale, che tagli, tasse e balzelli s’ annunciano come un’ altra prova durissima da affrontare. Secondo il presidente di Adoc Catania Claudio Melchiorre il conto della «ricetta Monti» per le famiglie catanesi sarà salatissimo, pari a circa 2.340 euro per chi possiede una casa di proprietà. «Il salasso sarà pesantissimo e avrà effetti devastanti, non solo per i redditi familiari ma per la stessa vita e capacità di accoglienza della città – sostiene Melchiorre – mentre gli aumenti decisi dal Governo Monti andranno esclusivamente a beneficio dei Comuni e della Regione andando a premiare, nel nostro caso, enti tra i meno virtuosi nella spesa. Rischiano di essere cancellate le spese per cinema, ristoranti, bar e vacanze, fino a modificare ulteriormente le scelte dei catanesi in termini di consumi quotidiani». Secondo l’ Adoc il calo dei consumi «porterà a una desertificazione commerciale che va prevenuta sin da oggi con forme di solidarietà e interventi pubblici e privati massicci per la ripresa economica che oggi è ancora più urgente». Adoc ricorda poi che il prelievo sarà talmente alto che si dovranno mettere immediatamente in campo misure per ridurre i costi di trasporto, cultura e istruzione, aumentare sistemi solidaristici e mutualistici per affrontare la vita quotidiana. Da qui l’ appello di «un forum per il rilancio economico che possa produrre risultati a Catania entro i prossimi tre mesi». «Non far nulla – ha concluso Melchiorre – significa accettare passivamente il declino, ma il risveglio sarebbe brusco e probabilmente doloroso». Per far fronte alla grave situazione di crisi, alleggerire la spesa natalizia dei catanesi e salvare il settore del commercio, il segretario nazionale del Codacons Francesco Tanasi chiede intanto al Governo Lombardo di anticipare a dicembre l’ inizio dei saldi invernali. «Senza sconti nei negozi prima delle festività si rischia un drastico calo dei consumi nel periodo natalizio», sostiene Tanasi. «In particolare i settori che rischiano di risentire maggiormente del calo delle vendite, fino al 30%, saranno abbigliamento e calzature, viaggi, ristorazione, profumeria ed estetica, e il settore cultura (libri e cd). Tale situazione negativa, determinata dalla gravissima crisi economica che coinvolge l’ Italia, dal carovita imperante e dalla scarsa fiducia dei cittadini, va combattuta con misure atte a rilanciare i consumi, consentendo alle famiglie di effettuare acquisti durante le feste e a centinaia di negozi di salvarsi e non chiudere i battenti a inizio 2012». Tanasi chiede dunque alla Regione di anticipare i saldi invernali a dicembre, oppure di introdurre soluzioni simili a quelle di altri paesi, istituendo giornate di vendite promozionali straordinarie al pari del «Black Friday», che negli Stati Uniti ha funzionato. Ma qui più che in America rischiano di diventare «neri» un po’ tutti i giorni della settimana.

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