fbpx
9 Gennaio 2018

L’Aquila accusa Obama: «Ci ha preso in giro»

 

FABRIZIO BIASIN Ci tocca scrivere questo pezzo piuttosto spinoso. Una storia fetente di promesse non mantenute. Pare che Obama (che poi è l’ ex Presidente dell’ America ricca, quella del Nord) abbia fatto lo sborone a proposito di corposi aiuti che gli americani erano disposti a portare ai terremotati de L’ Aquila e, invece, «buonanote ai suonatori», non è arrivato uno spillo. Qualcuno si è giustamente incazzato, perché non è che fai il bello col terremoto degli altri e poi fingi indifferenza. Ora comunque ci informiamo per bene sulla faccenda e vediamo di venirne a una. Eccoci. Sì, è così: Obama aveva promesso dei soldi ai terremotati, degli aiuti, anche solo una bicicletta con cambio Shimano ma, invece, s’ è dato alla macchia come quelli che al bar dicono «offro un giro» ma al momento di cacciare il grano «dove cazzo si è nascosto Franco che doveva pagare i Campari col bianco?». La storia è piuttosto nota, ma a quasi 9 anni dal sisma che tante rogne ci ha portato, l’ assessore alla Cultura del Comune abruzzese, Sabrina Di Cosimo, si è fatta girare i 5 minuti. La Di Cosimo si trovava a una conferenza del Codacons organizzata allo stadio di Domiziano (bel posto) e a un bel punto si è sfogata: «L’ ex presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, non ha mantenuto le promesse fatte in occasione del sisma del 2009! Inoltre, nessun finanziamento per la ricostruzione post-sisma è arrivato dagli Usa, nonostante gli impegni in pompa magna fatti davanti ai mass media dopo il terribile terremoto che ha distrutto L’ Aquila». Chiamiamolo pure «legittimo sputtanamento». Allo stadio Domiziano, in effetti, c’ era questo ritrovo organizzato dal Codacons in collaborazione con il Ministero dei beni culturali per presentare il progetto dedicato alle opere d’ arte colpite dal sisma (anche quello del 2016 in centro-Italia) e la Di Cosimo ha scelto con discreto coraggio di denunziare verbalmente l’ ex numero uno a Stelle e Strisce. Gli ha fatto eco lo stesso presidente del Codacons, Carlo Rienzi: «È assurdo e inaccettabile: questa è la dimostrazione che per salvare l’ arte non bastano le parole, ma servono fatti concreti!». Il buon Rienzi ne ha quindi approfittato (legittimo) per farsi bello con gli astanti: «A proposito di fatti, abbiamo lanciato un innovativo progetto per realizzare una mostra itinerante in 3D delle opere d’ arte colpite dal sisma, con lo scopo di raccogliere fondi per i restauri e unire in questa iniziativa istituzioni, sindaci dei comuni interessati e aziende private, perché il patrimonio culturale e artistico delle aree devastate dal sisma non vada perduto e torni a vivere non solo in Italia ma nel resto del mondo». E Obama muto. Barack ci fa proprio la figura del pidocchioso e infamaccio anche perché, già nel lontano 2012, l’ allora sindaco del capoluogo abruzzese, Massimo Cialente, disse ai quattro venti: «Con Obama parlai cinque minuti in occasione della sua visita, mi assicurò che avrebbero pensato alle università, ai giovani studenti e, invece, non hanno fatto niente. Alla conta finale i soldi non sono mai arrivati». L’ unico sostegno «americano», in definitiva, pare essere quello del Niaf, la Fondazione che rappresenta i cittadini italo-americani: a suo tempo mise in piedi l’ iniziativa «Adotta uno scolaro» che portò quaranta ragazzi dell’ università de L’ Aquila a frequentare un master di alcuni mesi negli Stati Uniti. Ma qui Obama c’ entra come le fragole sulla pizza. Ultimo appunto. Se pensate «Maledetto Obama! Trump non lo farebbe! Ma non solo lui, anche io non lo farei mai!», ricordatevi di quando, un paio di estati fa, vi siete gettati sulla capoccia delle secchiate di acqua ghiacciata dicendo «anch’ io partecipo al’ Ice Bucket Challenge per fare tanta beneficenza e combattere la Sla!» ma poi, dopo aver mostrato l’ addominale o le tettone e pubblicato la vostra video-apparizione, vi siete tenuti il vostro euro in tasca. P.S. – Ci dicono dalla regia che quel cattivone di Putin, a differenza di Obama, ha mantenuto tutti gli impegni presi dalla Russia (versati oltre 7 milioni), segno evidente che il detto «l’ abito non fa il monaco» è troppo spesso sottovalutato. riproduzione riservata

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this
WordPress Lightbox