9 Giugno 2004

L`appello è un`iniziativa elettorale

Sindacati: una cattiva idea per una legge pessima

Categorie e consumatori sul caro-vita: è colpa delle imposte, l`appello è un`iniziativa elettorale e arriva fuori tempo massimo



Consumatori, commercianti, artigiani, sindacalisti sono furenti: quell`idea di invitare i negozianti ad abbassere i prezzi è solo una sparata elettorale. Balle europee, storie: ecco che cosa pensano le associazioni dei consumatori, dei commercianti, degli artigiani. Un invito che è solo una «balla elettorale», per il Codacons, e che «arriva fuori tempo massimo», per l`Adoc. L`Adusbef sostiene che ogni famiglia italiana ha pagato cara la moneta unica: circa sette milioni all`anno in più. Per dirla con le care, vecchie lire.

E poi c`è il fronte bollente delle pensioni. La riforma – ribadiscono Berlusconi e Maroni – dovrebbe arrivare prima dell`estate, a colpi di fiducia. Apriti cielo. Il sindacato insorge. Epifani (Cgil) accusa il governo di voler fare «a colpi di fiducia una legge pessima». Identica la posizione di Angeletti, della Uil: «Non è una buona idea perché, come è noto, la riforma è sbagliata. Noi diciamo invece, per evitare qualunque equivoco, che siamo favorevoli a un sistema che renda flessibile e volontaria l`andata in pensione». Tutto il contrario di quanto farà il governo. Per Pezzotta (Cisl), il ricorso alla fiducia significa che ci sono problemi interni alla maggioranza.

Insomma a pochi giorni dal voto, si torna a parlare di prezzi e di pensioni. Ma è soprattutto il carovita che accende la rabbia e lo sgomento. Secondo un sondaggio, il caro-euro preoccupa un cittadino su cinque dell`Unione europea. Tutti condannano le uscite pre-elettorali del premier e nessuno – né i commercianti al dettaglio, né la grande distribuzione, né i produttori – ci sta a far la parte del capro espiatorio: le responsabilità, dicono, sono del governo. Ed è uno scaricabarile infinito. Venturi (Confesercenti) punta il dito contro le tasse e i balzelli, tutti aumentati, che fanno lievitare i prezzi delle aziende. È d`accordo la Federconsumatori, che ritiene più importante abbassare le tariffe energetiche, piuttosto che il prezzo della pizza a taglio. Ma il Movimento in difesa dei cittadini, ritiene importante fare questo (abbassare le tariffe) e quello (abbassare i prezzi) e accusa il governo di inerzia cronica.

D`accordo gran parte delle associazioni dei consumatori, dall`Adiconsum all`Adusbef che, per bocca di Elio Lannutti, porta cifre, dati: «L`inerzia del governo sui prezzi ha portato a un imporverimento complessivo di 76,65 mliardi di euro». E tutti, va da sé, si difendono. La Coldiretti e la Cia fanno sapere che i «prezzi all`origine dei prodotti agricoli sono gli stessi dell`anno scorso». Venturi ricorda a Berlusconi che, quest`anno, hanno chiuso ben 50 mila negozi. Il presidente di Indicod-Ecr, Gianfranco Virgilio, dice che supermercati e ipermercati hanno fatto la loro parte per il contenimento dei prezzi. Intanto il Sindacato Italiano Balneari fa sapere che farà fuoco e fiamme se, come previsto, i canoni demaniali dovessero aumentare del 250 per cento.


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