7 Agosto 2007

L`Antitrust: “Si possono ridurre“

“Il problema c`è“ ammette Prodi. Bersani convoca i petrolieri per il 10 agosto. Ma l`Unione petrolifera non ci sta: “Dati falsi“. E i consumatori si ribellano

Benzina, prezzi alle stelle L`Antitrust: “Si possono ridurre“

Agosto quanto mi costi. Lo sanno bene i turisti italiani e stranieri che in questi giorni stanno percorrendo la Penisola in lungo e in largo. E con le colonnine della benzina che segnano un costo dei carburanti tra i più alti d`Europa, è certo che i conti, per godersi le tanto attese ferie, bisogna farli e con una certa oculatezza. Come ogni anno è di nuovo scattata l`emergenza benzina. E, mentre i listini delle compagnie rischiano di registrare nuovi aumenti – complice anche la nuova impennata dei listini che hanno toccato un altro record sfiorando i 79 dollari al barile – il divario tra i prezzi italiani e quello dei partner comunitari sale. E sale di parecchio. In realtà si attesta ai massimi quest`anno: oltre cinque centesimi in più al litro sia rispetto alla media euro, sia rispetto a quella dell`Ue. Proprio l`Italia è praticamente tra i primi tre paesi in classifica sul fronte caro-benzina: con una media, registrata la scorsa settimana dal ministero dello Sviluppo economico, di 1,349 euro al litro. Preceduta solo dall`Olanda e dal Portogallo. A rendersi conto, a ben vedere, che “il problema dei prezzi c`è“, ieri è stato lo stesso presidente del Consiglio. Eppure la polemica rovente, una vera e propria guerra di cifre, con i petrolieri sul fronte opposto resta tutta aperta. Bersani ha comunque deciso di convocarli per il 10 agosto per esaminare in modo più dettagliato il nodo del divario tra i prezzi dei carburanti in Italia e la media dei paesi Ue. Ad essere preoccupati per la situazione di alta instabilità del caro-benzina a questo punto sono un po` tutti: il Governo in primis, i gestori, e naturalmente i consumatori. Gli ultimi hanno deciso, attraverso il Codacons, di invitare i cittadini a promuovere nelle giornate più calde, dal 13 al 15 agosto, un vero e proprio “sciopero bianco“ per far fronte alle “speculazioni“ delle multinazionali, denuncia il Codacons. L`unione petrolifera dal canto suo non ci sta. Le cifre del ministero? Sono sviluppate – dicono – “con un metodo inattendibile“. Dati – spiega De Vita, presidente dell`Up – che rischiano di creare “solo confusione nell`opinione pubblica“. Sta di fatto che i cittadini, vale a dire proprio quell`opinione pubblica citata da De Vita, è perfettamente cosciente che, come dice Prodi, “il problema c`è“. E come. Lo conferma il fatto che la stessa Eni ha deciso di ridurre, anche se di poco, il prezzo della benzina. Ma il problema resta. “Un problema – avverte l`Adiconsum – che non può essere affrontato con soluzioni tampone“. Servono “interventi organici“. E – avverte – è necessario intervenire prima della stagione fredda anche sul gasolio da riscaldamento che in Italia costa due terzi in più (circa 50 cent, ndr) rispetto alla media Ue“. Adusbef e Federconsumatori si rivolgono invece all`Antitrust, perché indaghi sulle “speculazioni“. E quasi immediata è giunta la replica di Catricalà. “Le compagnie hanno margini per rendere più efficiente il servizio e ridurre il costo“ sottolinea l`Antitrust. Gli stessi benzinai, sollecitati dalle polemiche di questi giorni, sono scesi in campo. “Ma perché il governo non convoca anche noi?“ si chiede Alessandro Zavalloni, segretario nazionale della Fegica Cisl, una delle tre sigle di benzinai, spiegando ancora che “se non si vuole che tutto si risolva nel noto aneddoto dei “ladri di Pisa“, che di giorno litigano per ritrovare l`accordo appena giunge la notte, è necessario che il Governo trovi la forza ed il coraggio per abbandonare il terreno della propaganda mediatica e delle scorciatoie ed imbocchi la strada, più difficile ma più seria, delle riforme strutturali del settore“. Riforme che – spiega Zavalloni – sono necessarie per superare l`emergenza puntando su interventi a lungo termine. Anche perché i gestori sono pronti a presentare al ministero una vera e propria piattaforma di interventi possibili, tesi – dicono – a rimuovere i veri ostacoli al mercato ed alla concorrenza, rispetto “ai quali – precisano – nessuno, finora, ha mostrato la reale intenzione di agire. Interventi che, se attuati, potrebbero rapidamente ottenere il risultato concreto e realistico di azzerare il gap che ci divide dall`Europa“. Sul fronte opposto si muovono i cosiddetti distributori indipendenti, le “pompe bianche“ che continuano a crescere e a dar filo da torcere alle multinazionali. Le riforme auspicate – continua ancora Zavalloni – non possono che interessare i diversi livelli della filiera industriale e non possono certo limitarsi a ingannare consumatori e cittadini facendo loro credere che inserire i petrolieri nella distribuzione, rappresenti la soluzione che soddisfi l`interesse della collettività“. E L`Europa? Ci osserva. La commissione Ue è intervenuta di nuovo per avvertire che la situazione italiana “continua costantemente ad essere monitorata“. La polemica resta tutta aperta e su più fronti. Per i cittadini? Al momento, non si vedono certo vie d`uscita al caro-serbatoio.

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