L`ANTItrust rilancia
L`ANTItrust rilancia. Dopo aver appoggiato il decreto Bersani sulla liberalizzazione dei medicinali da banco e dopo aver bacchettato i grossisti perchè non rifornivano i punti vendita alternativi alle farmacie, Antonio Catricalà fa un passo ulteriore: chiede che siano liberalizzati anche orari, turni e ferie dei farmacisti. La nuova segnalazione del presidente dell`Autorità che vigila sulla concorrenza è rivolta innnanzitutto alle Regioni. Questo perché, se i prezzi dei farmaci sono fissati dallo Stato, spetta ai governatori fissare orari e turni delle farmacie. L`obiettivo dichiarato dell`Antitrust è duplice: garantire ai cittadini maggiori opportunità di accesso ai farmaci, offrire agli stessi farmacisti la possibilità di affrontare ad “armi pari“ la concorrenza dei nuovi operatori. La proposta, che potrebbe aprire una breccia verso nuove forme di libertà imprenditoriale, ha spaccato i farmaciti e provocato il plauso dei consumatori. L`AUTORITÀ CHIEDE che siano superati 4 vincoli. Vanno eliminati il limite delle ore massime per l`apertura giornaliera o settimanale, l`obbligo di chiusura domenicale, festiva e infrasettimanale, il limite minimo di ferie annuali e l`imposizione di obblighi di uniformità negli orari di apertura. Nella segnalazione l`Antitrust ricorda di avere in più occasioni “espresso l`auspicio di una regolamentazione a livello regionale maggiormente improntata alla promozione della concorrenza“. Un intervento che appare ora “ancor più necessario alla luce del decreto Bersani, che ha introdotto la possibilità di vendita dei farmaci senza l`obbligo di prescrizione da parte di esercizi commerciali diversi dalle farmacie“. D`altra parte, si sottolinea, “numerosi farmacisti, come testimoniato dalle sollecitazioni pervenute all`Autorità, hanno avvertito la necessità di disporre di maggiore libertà nelle proprie scelte commerciali“, mentre i vincoli segnalati risultano “discriminatori“. Infine l`Autorità sollecita le regioni a riprendere in mano la regolamentazione del settore, invece di delegare le competenze sui limiti massimi di apertura al pubblico agli stessi rappresentanti dei farmacisti: “Se sono loro a decidere c`è il rischio che si tenda ad uniformare l`attività degli associati limitando le loro autonome iniziative“. LA SEGNALAZIONE ha diviso nettamente i diretti interessati. Dal presidente della Federfarma è arrivato un no secco: “Il nostro giudizio è assolutamente negativo – ha detto Franco Caprino – Oggi abbiamo uno dei migliori sistemi al mondo, ma così lo si distrugge. Quello che meraviglia è che già esiste una sentenza della Corte costituzionale del 2003 che riconosce la validità di turnazoine. Se l`Antitrust supera la Corte allora la Corte dovrebbe essere dismessa perchè evidentemente non serve a nulla“. Opposta la posizione del Fofi, la federazoine degli ordini dei farmacisti: “Il servizio delle farmacie – ricorda il suo presidente Giacomo Leopardi – è sempre garantito. Tuttavia se le esigenze dei cittadini sono mutate si può senz`altro rivedere la norma della turnazione“. Più che favorevoli i consumatori: “Se i cittadini hanno la necessità di comprare farmaci all`ora di pranzo o la sera – sottolinea l`Aduc – sono costretti a cercare la farmacia di turno“. E il Codacons concorda: “Ottima iniziativa dell`Antitust“. SEMPRE sul fronte farmaci, il consiglio dei ministri ha approvato ieri il ddl Turco-Mussi che, tra l`altro, stabilisce la possibilità per le regioni di adottare misure alternative al ticket di 10 euro sulle ricette per prestazioni di specialistica ambulatoriale. Il ticket resterà comunque in vigore fino a quando non saranno state individuate le misure alternative.
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