18 Febbraio 2021

L’Antitrust ri-sanziona Facebook

Facebook finisce  di  nuovo  nel  mirino  dell’Antitrust  Una  nuova  sanzione  di  sette  milioni  è  arrivata  ieri  al  social  network  per  aver  continuato  fare  un  uso  scorretto  dei  dati  degli  utenti,  malgrado  un  primo  richiamo  partito  tre  anni  fa  caduto  per  il  momento  nel  vuoto.  Contestato  il  mancato  rispetto  di  quanto  prescritto  nel  provvedimento  emesso  nel  novembre  2018:  allora  l’Antistrust  aveva  accertato  che  Facebook  induceva  ingannevolmente  gli  utenti  registrarsi  sulla  sua  piattaforma  non  informandoli  subito  in  modo  adeguato,  al  momento  dell’attivazione  dell’account  «dell’attività  di  raccolta,  con  intento  commerciale,  dei  dati  da  loro  forniti  e,  più  in  generale,  delle  finalità  remunerative  sottese  al  servizio,  enfatizzandone  viceversa  la  gratuità».  Per  l’Antitrust  inoltre,  le  informazioni  fornite  da  Facebook  risultavano  generiche  incomplete  non  fornivano  una  adeguata  distinzione  tra  l’utilizzo  dei  dati  necessario  per  la  personalizzazione  del  servizio  (con  l’obiettivo  di  facilitare  la  socializzazione  con ri  utenti)  l’utilizzo  dei  dati  per  realizzare  campagne  pubblicitarie  mirate.  Nel  2018,  oltre  a  sanzionare  Facebook  per  5  milioni  di  euro,  l’Autorità  aveva  vietato  l’ulteriore  diffusione  della  pratica  ingannevole  e  disposto  la  pubblicazione  di  una  rettifica  sulla  homepage  del  sito  internet  aziendale  per  l’Italia  sull’app  Facebook  e  sulla  pagina  personale  di  ciascun  utente  italiano egistrato.  Tutte  cose  mai  avvenute  secondo  l’Antitrust  e  le  principali  associazioni  dei  consumatori  che  ieri  hanno  sottolineato  l’importanza  della  trasparenza  quando  si  tratta  di  dati  personali.  Il  Codacons  ha  chiesto  oggi  un  incontro  urgente  a  Facebook  finalizzato  a  sanare  le  criticità  sollevate  dall’Autorità  e  migliorare  le  informazioni  rese  ai  propri  iscritti.  Facebook  ha  replicato  alle  accuse  con  una  nota  in  cui  spiega  di  prendere  atto  della  sanzione,  ma  di  rimanere  in  attesa  degli  sviluppi  giudiziari.  In  particolare  della  decisione  del  Consiglio  di  Stato  sull’appello  presentato  rispetto  al  provvedimento  iniziale  emesso  dall’Autorità  per  la  concorrenza.  «La  tu-  della  privacy  per  noi  è  estremamente  importante  – si  legge  in  una  nota  – e  abbiamo  già  apportato  una  serie  di  cambiamenti,  anche  alle  nostre  condizioni  d’uso  per  chiarire  ulteriormente  come  utilizziamo  i  dati  per  fornire  i  nostri  servizi  e  la  pubblicità  personalizzata». 

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