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11 Febbraio 2006

L`Antitrust: più concorrenza nella distribuzione di medicinali

L`Antitrust: più concorrenza nella distribuzione di medicinali “ Farmacie da liberalizzare “

ROMA – “ Se l`abito fa il monaco, il farmacista fa la farmacia “ . A garantire la salute pubblica tanto basta: il negozio può esser di chiunque. è con questo assioma che l`Antitrust è tornato ieri alla carica sulla regolamentazione di settore, rendendo noti i contenuti di una segnalazione inviata a Camere e Governo datata 8 febbraio. La richiesta dell`Authority – non inedita nella bagarre degli ultimi mesi su sconti in farmacia e cure al supermarket- è di “ aprire la distribuzione dei medicinali alla concorrenza, a vantaggio dei consumatori “ . Spunto della nuova offensiva è il principio di incompatibilità tra ingrosso e vendita al pubblico dei medicinali, ribadita dal Codice dei medicinali per uso umano all`esame del Parlamento per il previsto parere ( si veda “ Il Sole 24 Ore del Lunedì “ del 16 gennaio 2006). La questione dell`incompatibilità- approdata anche sul tavolo della Consulta in relazione alla cessione delle farmacie comunali milanesi ad una catena di distribuzione all`ingrosso di medicinali – è del resto anche nel mirino della Commissione Ue. A giugno Bruxelles ha infatti aperto una procedura d`infrazione contro l`Italia in merito al trattamento di favore riservato dalle normative italiane ( legge 362/ 1991) ai titolari “ in carne e ossa” rispetto alle persone giuridiche, nonché alle garanzie concesse agli eredi del titolare di presidio. Su questo punto interverrà la Comunitaria 2006 ( si veda l`articolo a pagina 23). Ed è proprio ai dubbi di scarsa proporzionalità di queste misure rispetto alla tutela della salute pubblica avanzati dall`Ue che si riallaccia il Garante, chiedendo di eliminare le norme sull`incompatibilità, rivedere la “ riserva” garantita ai farmacisti e abrogare il divieto di assumere la titolarità di più di una farmacia privata. Il mix ingrosso dettaglio – scrive l`Antitrust- consentirebbe “ economie di stribuzione e dunque più concorrenza “ e le stesse società di farmacisti potrebbero creare catene di farmacie, entrando in competizione con le società di gestione delle comunali, titolari di più esercizi. Una discesa in campo a tutto tondo, insomma. E proprio all`indomani della consegna alla Camera delle oltre 174mila firme raccolte dalle Coop a sostegno di una Pdl d`iniziativa popolare per portare i farmaci da banco al supermercato. Contrastanti le reazioni. Plaude il Codacons, che apprezza l`apertura del Garante, ma reputa quella del supermarket “ la via più urile ai consumatori “ . Inorridisce Giorgio Siri, presidente Federfarma ( farmacie private): “ Proprietà e titiolarità si identificano in molti Paesi europei. Così si rischiano solo più incidenti: basta pensare alle distrorsioni che si creerebbero se in farmacia entrassero i capitali dell`industria o quelli dei medici “ . Nessuna doglianza, invece, in casa delle “ comunali”. “ è una risposta all`indirizzo di chi preme per portare i farmaci al supermercato “ – commenta il presidente Assofarm, Venanzio Gizzi. “ Così non ci sarà bisogno delle Coop per creare concorrenza. E non si creeranno farmacisti di serie “ B “ , abilitati solo a distribuire farmaci senza ricetta e non quelli prescritti dal Ssn “ . A restare ancora una volta delusi sono i Liberi farmacisti: “ Neanche un cenno alla revisione della pianta organica – dicono- l`accesso del grande capitale alla titolarità servirà solo ad azzerare l`autonomia del farmacista “ .

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