19 Dicembre 2020

L’Antitrust multa la piattaforma GoFundMe per 1,5 milioni

MILANO – Una multa da 1,5 milioni di euro. È questa la sanzione, salata, che l’Antitrust ha inflitto a GoFundMe la piattaforma per le donazioni che durante la prima ondata della pandemia ha ospitato molte raccolte fondi per gli ospedali delle zone più colpite, tra cui quella di Chiara Ferragni e Fedez a sostegno della terapia intensiva del San Raffaele. In pratica, il sito non avrebbe fornito adeguate informazioni a chi intendeva fare un gesto di generosità, nascondendo i costi dell’operazione e le commissioni. Una vicenda complessa, sulla quale Autorità garante della concorrenza e del mercato ha chiuso il procedimento istruttorio, avviato a marzo scorso, riscontrando “due pratiche commerciali in violazione degli articoli 21, 22, 24 e 25 del Codice del Consumo”. Per prima cosa, spiega l’Authority GoFundMe Ireland “ha fornito informazioni ingannevoli sull’assenza di costi riguardo ai servizi erogati. Già dalla homepage e poi nelle pagine delle singole campagne di raccolta, la promozione dei servizi di raccolta fondi sul sito GoFundMe era pubblicizzata con claim immediatamente visibili quali “gratuita”, “senza costi”. Il sistema era definito “veloce, gratuito e sicuro”. In realtà, “esistono costi connessi alle donazioni con carte di credito e di debito e commissioni su ogni transazione a favore della stessa GoFundMe fa notare l’Antitrust La seconda irregolarità sanzionata riguarda “la commissione a favore della piattaforma, in teoria liberamente determinata da chi dona”, ma che all’epoca risultava “preimpostata da GoFundMe per valori pari al 10% o al 15% della donazione e modificabile solo dopo vari e non immediati passaggi, che non sempre risultano comprensibili. In particolare ciò avviene quando la partecipazione alla raccolta fondi viene svolta in momenti di particolare urgenza e coinvolgimento emotivo, come accaduto durante la pandemia da Covid- o per altre emergenze sanitare”. Abbastanza dunque perché l’Authority comminasse la sanzione piuttosto sostanziosa, calcolata anche tenendo conto del fatto che gli utenti si rivolgono a GoFundMe per “effettuare versamenti in beneficenza in situazioni eccezionali” questo può comportare un’attenzione minore ai meccanismi di funzionamento del sito. ancora, i donatori possono chiudere un occhio più facilmente sulle commissioni prefissate dalla piattaforma. Meccanismo, quello delle commissioni preimpostate, che GoFundMe ha deciso di abbandonare, ma solo dopo che si è vista recapitare l’ordine di cessazione adottato dall’Antitrust in sede cautelare nel marzo scorso, nel clou della prima ondata della pandemia. Una vicenda, quella di GoFoundMe che non ha lasciato indifferente il Codacons, che ha esortato il Comune di Milano a “ritirare con effetto immediato l’Ambrogino d’oro assegnato ai Ferragnez, poiché basato su una raccolta fondi avviata con modalità definitivamente ritenute scorrette e illegali dall’autorità Il Codacons poi annuncia una class action contro GoFundMe e “una diffida al comune e al sindaco Sala che, in caso di mancato accoglimento della richiesta, saranno denunciati penalmente per abuso di atti d’ufficio

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