L`Antitrust: medicinali anche nei supermercati
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fonte:
- Il Secolo XIX
Bocciato il sistema delle farmacie sospettato di fare “cartello“. Ma il ministro difende il suo recente decreto
Roma Vendita libera dei farmaci da banco anche nei supermercati e nessun limite per gli sconti su tutti i medicinali. E` quanto propone l`Autorità garante della concorrenza in una nota inviata al Parlamento e al Governo. Nota in cui si descrive il decreto sui farmaci promosso dal ministro della Salute Francesco Storace come “un passo avanti“. Che però “presenta vari aspetti critici sotto il profilo della concorrenza“. Il primo è l`imposizione di un prezzo massimo per i farmaci. Una disposizione che secondo l`Antitrust “non solo non contiene le dinamiche dei prezzi, ma può essere un punto di riferimento utilizzato dalle imprese per attuare comportamenti collusivi“. Ossia per realizzare i cosiddetti “cartelli“ sui prezzi.
Il secondo punto contestato è il tetto massimo per gli sconti, fissato al 20%. Secondo l`Autorità con questa norma “si ammetterebbe di fatto un prezzo minimo sul farmaco“ e non si garantirebbe lo sconto praticato a discrezione delle farmacie. «Sarebbe invece auspicabile – osserva l`Antitrust – predisporre una norma che preveda la predisposizione di confezioni a dosaggio per i farmaci di fascia C (ossia a totale carico del cittadino, ndr) allo scopo di consentire ai farmacisti di dispensare preparati che contengano la sola quantità prescritta dal medico». Una soluzione che darebbe “effetti positivi sui consumatori“. Infine, per l`Autorità il decreto dovrebbe essere accompagnato da disposizioni che favoriscano la concorrenza tra farmaci (“interbrand“), ad esempio prevedendo l`obbligo per il medico di prescrivere solo il principio attivo. La concorrenza tra farmacie (“intrabrand“) si potrebbe alimentare anche liberalizzando la vendita dei farmaci da banco, rendendoli disponibili nei supermercati come già avviene in molti altri paesi europei, dove i farmaci più comuni costano molto meno che in Italia.
Le proposte dell`Antitrust hanno suscitato numerose reazioni. A cominciare da quella di Storace, che dopo tante polemiche con i farmacisti, stavolta si schiera dalla loro parte: «Non sono d`accordo sulla vendita dei medicinali nei supermercati, perché non avremmo le stesse garanzie che abbiamo nelle farmacie», ha detto, aggiungendo che «chiedere sconti per tutti non significa niente». Il ministro ha però precisato di non essere contrario a portare l`argomento in Parlamento. Storace ha spiegato le precedenti critiche alla Federfarma (la federazione dei titolari di farmacie): «La posizione della federazione contro il decreto legge, dove si prevede la riduzione del prezzo dei farmaci di fascia C, resta incomprensibile. Il provvedimento che abbiamo attuato è di stampo liberale e si pone in mezzo tra la posizione liberista dell`Antitrust e quella dirigista della Federfarma». In un dibattito con il presidente di Federfarma Giorgio Siri, Storace aveva detto che il decreto – mettendo le farmacie in concorrenza tra loro – serviva a renderle più difendibili davanti autorità europea per la concorrenza che più volte ha criticato il sistema italiano.
Da parte sua, il presidente di Federfarma Siri esprime un timore: «Se la scelta dell`Antitrust è di portare alcuni prodotti fuori dalla farmacia, allora lo sconto è il preludio all`uscita. Con l`Autorità evidentemente si parlano due lingue diverse: io parlo di farmaco, loro di mercato. Non comprendo le finalità dell`Antitrust, ossia se c`è volontà di garantire la salute del cittadino oppure se si pensa che è utile favorire il consumo dei farmaci. Noi comunque non ci sogniamo di fare cartelli tramite le nostre assemblee, ma piuttosto di capire gli obiettivi del decreto legge».
Il segretario nazionale dei medici di famiglia, Mario Falconi, ha parlato invece di “luci e ombre“ nelle proposte dell`Antitrust. Secondo Falconi «l`autorità si preoccupa di innescare meccanismi virtuosi per favorire la concorrenza ma non considera alcuni aspetti, come quello della prescrizione del principio attivo. Non vedo l`ora di farlo, ma in questo modo si concentra nelle mani del farmacista un potere enorme nello spostare il mercato su alcuni prodotti. Inoltre non si tiene conto di come per certe persone, ad esempio gli anziani, la sostituibilità continua di medicinali a cui sono affezionati sia un danno». Il rappresentante dei medici è invece favorevole alla vendita dei farmaci da banco anche nei supermercati «a patto – dice – che sia prevista la presenza di un farmacista, perché anche i prodotti da banco sono medicinali».
Grandi elogi invece da parte dei Codacons «per l`Antitrust che bacchetta i farmacisti e rilancia sugli sconti. Sì ai farmaci nei supermercati e sì alla concorrenza». L`associazione dei consumatori annuncia blitz in tutte le farmacie italiane «per controllare che ci siano gli sconti e che i farmacisti avvertano i clienti dell`esistenza del farmaco generico».
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