24 Ottobre 2007

L`Antitrust indaga sul prezzo della pasta

L`Antitrust indaga sul prezzo della pasta
Dai produttori intese restrittive della concorrenza: questa l`ipotesi su cui lavora l`Authority

CARTELLO L`Antitrust indaga anche sull`aumento dei prezzi della pasta. A inizio anno fu la benzina, poi, quest`estate, è stata la volta di pane e libri scolastici. Adesso la pasta: l`Autorità per la concorrenza e il mercato ha deciso di avviare un`istruttoria per due possibili intese restrittive della concorrenza nei confronti dell`Unione industriale pastai italiani (Unipi) e di UnionAlimentare. Di fatto, l`indagine dovrà verificare se le indicazioni di aumento del prezzo fornite dalle due associazioni di produttori abbiano ristretto la concorrenza. All`origine, c`è anche una denuncia presentata da Federconsumatori Puglia, che cita un incontro avvenuto a Roma tra circa 50 imprese sulle 160 aderenti ad Unipi che rappresentano l`85% della produzione complessiva del settore, dal quale sarebbe emersa la decisione di aumentare il prezzo della pasta. Come dice il presidente di Federconsumatori, Rosario Trefiletti: “La nostra ipotesi è che sul prezzo della pasta si sia creato un cartello determinando aumenti di prezzo del 20%“. Il presidente dell`Unipi, Mario Rummo, assicura “massima collaborazione con l`Antitrust“. Ma secondo l`Autorità i dati sugli incrementi di prezzo potrebbero aver costituito un punto di riferimento per l`aumento del prodotto finito, inducendo i singoli produttori ad adottare una strategia uniforme anzichè concorrere sul prezzo a fronte dell`aumento del grano e quindi della farina. L`istruttoria dovrà concludersi entro il 30 novembre del 2008. Soddisfatti Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori, che per denunciare le speculazioni su alcuni prodotti di prima necessità come latte, pane e pasta, avevano indetto uno sciopero della pasta il 13 settembre (che ha anche sollecitato l`apertura di un tavolo con i ministri Bersani e De Castro). È vero che nel 2007 il grano duro è aumentato, dicono i consumatori: peccato però che nel 2005 abbia raggiunto il suo minimo storico, ma i produttori di pasta se ne sono guardati bene dal diminuirne il prezzo, incassando quindi lauti profitti. Insomma avrebbero fatto come i petrolieri, anzi peggio: mentre i petrolieri hanno una doppia velocità, ossia abbassano il prezzo della benzina solo dopo parecchi giorni dalla diminuzione del prezzo del barile di petrolio, i produttori di pasta non hanno mai abbassato i prezzi, anzi dal 2001 ad oggi li hanno aumentati del 36%, nonostante il prezzo del grano sia calato ininterrottamente dal 2001 (183 euro a tonnellata) al 2005 (140 euro). Secondo la Coldiretti, sulla base di un`indagine Swg, l`intervento dell`Antitrust è accolto positivamente da quasi 4 italiani su 10, mentre il 37% arriva a chiedere un intervento pubblico per calmierare i prezzi. La spesa alimentare media per famiglia – sottolinea la Coldiretti – è salita a 467 euro al mese destinati principalmente all`acquisto di carne per 105 euro, di frutta e ortaggi per 84 euro, di pane e pasta per 79 euro e di latte, uova e formaggi per 64 euro. E di questi 467 euro mensili destinati agli alimentari, oltre la metà (238 euro) va al commercio e ai servizi, 140 (30%) all`industria alimentare e solo 89 (19%) alle imprese agricole.

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