17 Dicembre 2020

L’Antitrust indaga sui prezzi dell’alta velocità

L’Antitrust ha avviato un’indagine preistruttoria sui prezzi dei treni durante le Festività natalizie: l’Autorità ha trasmesso una richiesta di informazioni a Trenitalia e a Ntv (che gestisce i treni ltalo) in merito all’offerta dei collegamenti e all’aumento del prezzo dei biglietti registrato nei giorni dal 15 dicembre 2020 al 15 gennaio 2021. «L’Autorità garante della concorrenza e del mercato», si legge in una nota, «ha trasmesso ieri una richiesta di informazioni alle principali compagnie di trasporto ferroviario in relazione all’offerta dei collegamenti sulle principali tratte servite e al significativo aumento dei prezzi dei biglietti che si registra in alcune giornate del periodo 15 dicembre 2020- gennaio 2021». In particolare, il Garante ha rilevato che «un incremento dei prezzi nei giorni precedenti e in quelli successivi alle misure di blocco degli spostamenti previste dal dpcm del 3 dicembre, che interessano il periodo dal 21 dicembre al 6 gennaio». Entro tre giorni Trenitalia e Ntv dovranno quindi comunicare i criteri utilizzati per determinare il numero di collegamenti e i posti disponibili sulle principali tratte nazionali, fine di fronteggiare il prevedibile incremento della domanda nel periodo in questione, nonché i criteri con cui vengono determinati i prezzi, con particolare riferimento allo scostamento rispetto alla tariffa base normalmente applicata per ciascuna tratta», conclude la nota. Esulta il Codacons, che il 6 dicembre scorso aveva presentato esposto all’Antitrust Va an – che detto che operare con una logica di mercato quando lo stesso mercato è stravolto dalle restrizioni imposte dal governo per la pandemia è assai complicato. E non solo per colpa delle aziende che devono comunque fare i conti con il peso dei costi fissi. Senza dimenticare che la società privata che gestisce italo, Ntv, ha annunciato la sospensione, dal 10 novembre, del 93% dei suoi servizi sul territorio taliano. Ieri, in una nota, la società ha ricordato che, a causa della seconda ondata di contagi e dei conseguenti provvedimenti emanati dal governo, si è vista costretta «a ridurre la propria offerta commerciale a 8 servizi giornalieri da fine ottobre a fronte di un calo della domanda che ha raggiunto picchi di oltre il 90%». Nonostante questo, «Italo sta ponendo in essere uno sforzo significativo per aumentare di poche unità i treni in ione, sempre nel rispetto del coefficiente di riempimento massimo che per il settore Av dallo scorso mese di aprile è pari al 50%. Stiamo svolgendo l’attività per la quale esistiamo, nel pieno rispetto delle norme che regolano il mercato», viene aggiunto. Quanto alle Frecce, il 19 settembre, !’ad di Ferrovie, Gianfranco Battisti , aveva detto che «l’alta velocità come l’ab immaginata finora probabilmente non ci sarà più. Il traffico business si è praticamente dissolto». Da marzo a novembre Trenitalia ha registrato una drastica perdita di fatturato, circa 1,5 miliardi di euro, che proiettata a fine anno vale quasi 2 miliardi.

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