L’Antitrust boccia il restauro del Colosseo
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fonte:
- RAI news 24
L’Antitrust ha ‘bocciato’ l’affidamento dei lavori di restauro del Colosseo alla Tod’s di Della Valle. Lo rende noto il Codacons, spiegando che l’Autorità ha evidenziato una serie di distorsioni della concorrenza all’interno dell’accordo che affida i lavori di restauro del Colosseo al gruppo Tod’s. L’associazione si era infatti rivolta all’Autorità
per la concorrenza, chiedendo di pronunciarsi in merito alla correttezza della procedura che ha portato ad affidare la sponsorizzazione dell’Anfiteatro Flavio al gruppo guidato da Diego Della Valle. Ora il commissario delegato, spiega il presidente del Codacons, Carlo Rienzi, dovrà illustrare entro 60 giorni all’Antitrust le iniziative adottate in relazione alle problematiche evidenziate dall’Autorità.
E sull’affidamento della sponsorizzazione del Colosseo al gruppo Tod’s pesa anche la scure di un ricorso al Tar del Lazio presentato dal Codacons, sul quale si pronuncerà a breve il Tribunale Amministrativo.
Scrive l’Antitrust nella segnalazione inviata al Commissario delegato per la realizzazione degli interventi urgenti nelle aree archeologiche di Roma e Ostia Antica, Roberto Cecchi: "L’avviso ha ad oggetto il reperimento di sponsor per ‘il finanziamento e la realizzazione’ degli interventi sul Colosseo. Ciò comporta che
lo sponsor si debba assumere la responsabilità del completamento dell’attività di progettazione e direzione dei lavori, il coordinamento della sicurezza, l’appalto a terzi o l’esecuzione diretta dei lavori, anche mediante ‘imprese esecutrici dei lavori’. L’Accordo, invece – prosegue l’Antitrust – prevede il mero finanziamento dell’opera, che si risolve nella semplice messa a disposizione di una somma di denaro, a fronte della possibilità di avvalersi dei diritti di sfruttamento dell’immagine del Colosseo".
Ancora, l’Accordo "prevede una durata del periodo di sfruttamento dei diritti ben superiore ai limiti introdotti dall’Avviso, pari a due anni oltre il termine di conclusione dei lavori in favore di Tod’s e a 15 anni in favore dell’associazione che deve essere istituita da Tod’s ai sensi dell’articolo 4 dell’accordo. La scelta di optare successivamente per una procedura negoziata, svoltasi interpellando un numero molto limitato di soggetti, appare come una indebita restrizione del confronto concorrenziale che avrebbe potenzialmente potuto portare l’amministrazione appaltante a beneficiare di un’offerta più vantaggiosa".
L’ampiezza applicativa a cui un simile contratto può andare incontro "richiede pertanto – precisa l’Antitrust – che l’amministrazione appaltante dia la più ampia pubblicità alla
possibilità di fare ricorso a tale rapporto, anche al fine di non vanificare il richiamo ai principi comunitari di trasparenza, par condicio e tutela della concorrenza. Non pare rispondere a tale criterio il ricorso, all’indomani della gara, ad una procedura
negoziata, condotta interpellando un numero di soggetti estremamente limitato, senza aver dato adeguata pubblicità alla possibilità di fare ricorso alla mera sponsorizzazione finanziaria, ed al fatto che gli oneri posti a carico dell’eventuale sponsor erano stati sostanzialmente ridimensionati". "Ulteriori rilievi – conclude l’Antitrust – vanno infine mossi per quanto riguarda i tempi ristretti entro
cui si è svolta la trattativa privata con i soggetti interessati: una volta ricevuta la proposta del gruppo Tod’s, l’amministrazione appaltante ha infatti assegnato agli altri
soggetti interessati un termine inferiore a 48 ore per la presentazione delle offerte; una scadenza così imminente è inadeguata a consentire l’esperimento di una effettiva
competizione tra i soggetti convocati, risultando addirittura in una esclusione degli stessi".
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