1 Maggio 2021

L’anticorruzione archivia le accuse a Fontana sui camici

 U fascicolo  dell’Anac  parallelo  all’inchiesta  della  Procura  di  Milano,  era  stato  aperto  sul  caso  dei  camici  forniti  alla  Regione  Lombardia  da  un’azienda  legata  alla  famiglia  del  governatore  Attilio  Fontana.  L’Autorità  nazionale  anti  corruzione  ha  poi  deciso  di  archiviare  il  procedimento.  Lo  sviluppo  è  stato  comunicato  ieri  dai  legali  di  Fontana.  «Il  Consiglio  di  Anac  – spiegano  gli  avvocati  Jacopo  Pensa,  Alessandro  Munari,  Federico  Papa  Alessandra  Fossati  – nella  seduta  del  13  aprile  2021  ha  deliberato  l’archiviazione  del  fascicolo  in  merito  alla  procedura  di  affidamento  della  fornitura  non  ravvisandosi  criticità  nell’affidamento  disposto  nei  confronti  di  Dama  spa  ha  preso  atto  della  insussistenza  di  un  ruolo  del  presidente  stesso  nella  procedura  di  affidamento  Dama  spa  della  fornitura  dei  camici».  La  Dama  è  l’azienda  del  cognato  del  presidente  lombardo,  Andrea  Dini,  di  cui  la  moglie  detiene  una  quota  del  10  per  cento.  presentare  l’esposto  all’Anac  era  stato  il  Codacons.  Il  quale,  continuano  gli  avvocati,  «ritiene  di  aver  visto  accolta  la  sua  segnalazione.  È  esattamente  il  contrario:  pur  ritenuta  la  configurabilità  in  astratto  di  una  situazione  di  conflitto  di  interessi  del  presidente  della  Regione  Lombardia,  in  concreto  Anac  ne  ha  accertato  l’inesistenza  legali  parlano  inoltre  di  una  «campagna  di  disinformazione  attuata  con  la  propalazione  di  notizie  false  di  interpretazioni  fondate  su  fatti  non  corrispondenti  al  vero»  in  merito  appunto  al  ruolo  dell’Autorità  anti  corruzione  all’iniziativa  sulla  vicenda.  Oltre  che  al  fatto  che  il  fascicolo  è  stato  «ar-  Il  documento  con  le  conclusioni  dell’Anac  è  stato  inviato  agli  autori  dell’esposto  il  Codacons  quindi.  Si  legge  (lo  riporta  il  Corriere)  che  siccome  l’emergenza  Covid  «non  ha  sospeso  l’efficacia  della  disciplina  del  conflitto  di  interesse»  siccome  Fontana  esercitava  come  presidente  un  potere  «in  astratto»,  sarebbe  stato  «opportuno»  che  si  astenesse  in  maniera  preventiva  dalla  procedura  di  individuazione  delle  aziende  cui  affidare  le  commesse  per  Dpi.  Tuttavia  Anac  ha  preso  atto,  non  avendo  «poteri  di  intervento  sanzione»,  della  «insussistenza  di  un  ruolo  del  presidente  della  Regione»  dichiarata  da  Fontana  stesso.  Il  quale  ha  aggiunto  di  «non  aver  svolto  in  concreto  alcun  ruolo  sia  nell’affidamento  che  nella  scelta».  In  un  altro  punto  invece  l’Anti  corruzione  promuove  l’operato  del  Pirellone.  In  quanto  «non  ravvisa  criticità  anomalie»  nell’affidamento  diretto,  cioè  senza  gara,  dell’appalto  Dama.  Non  ci  sono  state  violazioni  dunque  «nell’operato  (conforme  normativa  eccezionale)  della  stazione  appaltante»,  la  centrale  d’acquisto  regionale  Aria.  In  quanto  «in  deroga  all’ordinario  iter  di  gara,  in  ragione  dell’urgenza  per  gli  affidamenti  diretti,  è  stato  utilizzato  un  modulo  semplificato  al  massimo,  proprio  per  garantire  speditezza  flusso  continuo  di  approvvigionamento».  Sul  fronte  dell’inchiesta  giudiziaria  le  indagini  sul  caso  camici  sono  in  corso.  Di  recente  la  Procura  ha  aggiunto  carico  di  Fontana  all’accusa  (insieme,  tra  gli  altri,  cognato)  di  frode  in  pubbliche  forniture  quelle  di  false  dichiarazioni  nella  voluntary  disclosure  di  autoriciclaggio.  Nel  mirino  degli  inquirenti  è  finito,  attraverso  una  rogatoria  internazionale  inviata  un  mese  fa,  il  conto  in  Svizzera  che  il  governatore  ha  ereditato  dalla  madre  successivamente  scudato  con  la  voluntary.

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this
WordPress Lightbox