L´Ania tiene duro. Consumatori pronti al boicottaggio
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fonte:
- La Stampa
«Non trattiamo sull´Rc-auto»
L´Ania tiene duro. Consumatori pronti al boicottaggio
ROMA.
Secco «no» delle compagnie di assicurazione alla richiesta delle associazioni dei consumatori di concordare ragionevoli modalità per la restituzione agli automobilisti di quanto hanno pagato più del dovuto per le polizze Rc-auto. Immediata la replica dell´Intesa dei consumatori, che raggruppa le organizzazioni più rappresentative, con l´annuncio di una valanga di ricorsi e una forte azione di boicotaggio e protesta contro le 17 imprese assicurative finora sanzionate in tre gradi di giudizio. E nel braccio di ferro, che si profila lungo e accanito, si inseriscono esponenti di maggioranza e opposizione a sostegno delle rivendicazioni dei consumatori. «Sono deluso. Mi aspettavo – afferma Francesco Pontone (An), presidente della commissione industria del Senato – il raggiungimento di un´intesa sul delicato problema dei rimborsi, ma l´associazione delle imprese (Ania) ha chiuso la porta alla trattativa». Mario Lettieri (Margherita), segretario della commissione finanze della Camera afferma: «L´Ania deve concordare le modalità di restituzione di ciò che è stato pagato in più. Comunque sulla querelle Ania-associazioni dei consumatori è assordante il silenzio del ministro delle attività produttive Antonio Marzano. Il governo, se c´è, batta un colpo ed affronti con determinazione questa vicenda insieme all´adozione di tutti i provvedimenti atti a fermare la carneficina che si registra sulle nostre strade». Anche i sindacati sparano a zero. «Non si comprende – osserva Nicoletta Rocchi, segretario confederale Cgil – cosa ci guadagni l´Ania a perseverare nel suo strafottente arroccamento che l´ha portata a subire sanzioni e condanne a raffica dall´Antitrust, dal Tar, dal Consiglio di Stato e dalla Cassazione». Non c´è spazio, secondo l´Ania, per nessun negoziato con le organizzazioni dei consumatori sulla questione dei rimborsi. «Per noi – sostiene il presidente Fabio Cerchiai in un´audizione alla commissione industria di Palazzo Madama – non c´è il presupposto del danno e su questo non c´è dialogo. Sarebbe del tutto ingiusto prelevare a tale titolo anche un solo euro dai bilanci delle imprese a fronte delle richieste degli utenti. Anche la strada del compromesso o della mediazione non è assolutamente percorribile. Quindi non riteniamo di partecipare all´incontro chiesto dai consumatori per il 3 febbraio». Cerchiai spiega che, a suo avviso, l´inflazione non può essere il parametro per valutare i rialzi Rc auto, perchè a far crescere le tariffe è la corsa dei risarcimenti sinistri aumentati del 75% in 5-6 anni; ed è improprio anche il confronto tra i premi pagati in Italia e la corrispondente media europea, perchè nel nostro paese in particolare l´incidenza dei danni alla persona è più che doppia: «Non siamo esenti da difetti, ma non siamo nemmeno il diavolo». Risponde, a nome dell´Intesa, il presidente dell´Adusbef Elio Lannutti: «Il signor Cerchiai dimentica che il cartello assicurativo che ha impoverito milioni di famiglie con aumenti ingiustificati pari al 96,5% negli ultimi 6 anni è già stato condannato da tre gradi di giudizio e da una limpida sentenza della Cassazione che ha riconosciuto la risarcibilità dei giudici di pace e non dei tribunali. Quando le imprese coinvolte si riprenderanno dalla sconfitta sarà troppo tardi per il dialogo, che ora rifiutano, e per fermare la rabbia di milioni di consumatori che, facendo ricorso agli esclusivi strumenti di uno Stato di diritto, si stanno ribellando a mezzo secolo di vessazioni e malefatte assicurative». Invece Paolo Landi dell´Adiconsum non esclude per il futuro la possibilità di una trattativa, ma una possibile soluzione negoziatia sarebbe possibile solo dopo il pronunciamento di merito della Suprema Corte. Si potrebbe puntare, suggerisce Landi, sul riconoscimento di un «bonus» agli utenti contrattualmente legati alle imprese condannate, da portare in riduzione sui rinnovi delle polizze Rc auto.
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