15 Giugno 2005

L?Ania: no agli sconti sulla Rc auto






Roma. Ennesimo muro contro muro sulle tariffe Rc auto. Questa volta a spingere all`attacco le associazioni dei consumatori sono stati gli utili record registrati dalle compagnie assicurative, che nel 2004 hanno messo a segno un risultato positivo per 5 miliardi di euro, ben il 43% in più rispetto all`anno precedente. Numeri che, secondo i consumatori, giustificherebbero un`ampia riduzione dei premi assicurativi. Codacons, Adusbef e Federconsumatori sono partite all`attacco sulla scia dei dati diffusi dall`Isvap: il 2004 si è chiuso per le compagnie con un rallentamento della crescita della raccolta, ma con un miglioramento significativo degli utili e del risultato tecnico del ramo Rc auto, cresciuto in un anno di oltre il 47%. Da qui, vista «l`ottima salute di cui godono le compagnie», la richiesta del Codacons di «restituire 500 milioni di euro agli assicurati, attraverso una riduzione delle tariffe». E sulla stessa linea si schierano Adusbef e Federconsumatori. Gli utili, si afferma, sono stati realizzati «sulla pelle dei consumatori». Dall`Ania, l?associazione delle assicurazioni presieduta da Fabio Cerchiai, arriva un no. Le tariffe sono «pressoché ferme», ribadisce il direttore generale Giampaolo Galli, mentre i costi dei risarcimenti non lo sono affatto. Per di più ai dati snocciolati nella relazione dell`Isvap corrisponde «un rendimento sul capitale investito di poco superiore al 13%. Un livello internazionalmente considerato appena soddisfacente a fronte degli enormi rischi che si assumono le compagnie». Al di là delle polemiche, continua intanto la discussione sul passaggio all`indennizzo diretto obbligatorio, particolarmente caldeggiato dall`Antitrust. I consumatori ne chiedono l`introduzione nel Testo unico delle assicurazioni all`esame del Parlamento, mentre l`ex ministro Antonio Marzano, oggi presidente della commissione Finanze della Camera, preferirebbe una delega ad hoc per il governo. L`Ania si dice disponibile a discutere ma avverte che si tratterebbe di una complessa «rivoluzione copernicana». Certo è, spiega Galli, che l`introduzione dell`indennizzo diretto porterebbe a un «minore ricorso al contenzioso, a una maggiore soddisfazione dei clienti per i risarcimenti e a una minore diffusione degli episodi di speculazione e malcostume che consistono nell`esagerare l`entità del danno».

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