L`anatocismo grazia il fidejussore
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fonte:
- Il Sole 24 Ore
A Banca di Roma negato il rimborso delle garanzie prestate da un terzo
L` anatocismo, cioé il calcolo degli interessi sugli interessi, di recente è tornato di prepotenza sotto i riflettori della cronaca. Dopo le lontane vicende che nel 1999 portarono alla riforma del diritto bancario, le aule dei tribunali continuano a dibattere su cause in materia di anatocismo. L`ultima sentenza in materia è quella del tribunale di Ancona, la n. 1641 del 3 dicembre 2007, che hasancito la nullità dell`ingiunzione ottenuta da Banca di Roma (gruppo UniCredit Capitalia) contro il fidejussore di un debitore, perché nel contratto di conto corrente bancario – stipulato prima del Decreto legislativo 342/99 – oggetto del credito del quale si chiedeva l`escussione era applicato l`anatocismo. Dopo un lunghissimo iter processuale (la causa è iniziata nel 1999), un risparmiatore marchigiano, tutelato dall`avvocato Marco Manfredi del foro di Ancona, ha ottenuto una significativa vittoria legale. Si tratta di un imprenditore che, il lontano 29 ottobre 1992, aveva rilasciato una fidejussione a favore di una società locale, andata poi in dissesto nel 1996. Al momento del dissesto, Banca di Roma aveva agito nei confronti del fidejussore facendo scattare un decreto ingiuntivo per ottenere il saldo del pagamento del conto corrente della società andata in dissesto (del valore di circa 200 milioni di lire dell`epoca). A questo decreto ingiuntivo il fidejussore si era opposto, ritenendo la richiesta illegittima. Il tribunale, nella persona del giudice Sara Marzialetti, ha dato ragione al risparmiatore per un insieme di motivi. Innanzitutto non ha accettato l`utilizzo del semplice estratto del conto corrente bancario come prova della somma dovuta dalla società in dissesto alla banca, ma hanno chiesto una prova documentale specifica e analitica sulla formazione del credito. Proprio la richiesta della prova in forma analitica ha conceso al magistrato di determinare che la somma di cui la banca chiedeva il rimborso era stata calcolata applicando la capitalizzazione trimestrale degli interessi sugli interessi. L`applicazione dell`anatocismo sugli interessi passivi ha convinto il giudice dell`illegittimità del credito, dunque del decreto ingiuntivo con cui l`istituto ne aveva chiesto il rimborso al fidejussore. Da notare, tra l`altro, il passaggio importante per cui l`opponibilità dell`illegittimità del credito vantato dal terzo non è riconosciuta solo al debitore principale ma anche al suo fidejussore. Dal canto suo, sulla vicenda Banca di Roma si limita ad affermare di “aver preso visione della sentenza i cui motivi appaiono censurabili sotto vari profili. Pertanto procederà a proporre appello“. Ma non ci sono solo le iniziative legali promosse da singoli risparmiatori. In questi giorni sul tema dell`interesse composto anche il Codacons ha proposto una class action retroattiva contro le banche che sta raccogliendo migliaia di adesioni da parte dei titolari di conto corrente che ritengono di essere in diritto di chiedere alle banche il rimborso di interessi debitori illegittimi. Le somme in gioco non sono di poco conto: nel 1999, all`epoca in cui la legge modificò gli usi bancari in materia di anatocismo, ci fu chi calcolò che l`eventuale recupero dei ricavi ottenuti indebitamente dagli istituti di credito, con gli interessi legali e le rivalutazioni monetarie, si sarebbe aggirato intorno ai 40 miliardi di euro. C`è da scommettere che lo scontro legale tornerà presto al calor bianco.
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