31 Maggio 2003

L?ANALISI DELL?ISTITUTO SUPERIORE DI SANITÀ

L?ANALISI DELL?ISTITUTO SUPERIORE DI SANITÀ

Le preoccupazioni dell?Oms sono confermate, almeno per quanto riguarda l?Italia, dalle analisi dell?Istituto Superiore di sanità. I consumi di sigarette sono tornati ai livelli degli Anni 80 e neanche l?aumento dei prezzi che si è verificato negli ultimi dieci anni riesce più a scoraggiare i fumatori. Dallo studio dell?Osservatorio su fumo, alcol e droga dell?Iss, in Italia i consumi di sigarette hanno avuto una grossa crescita dal 1960 al 1986, una riduzione (-14%) negli anni dal 1986 al 1991 ed hanno registrato una fase di consumi stabili fino al 1998. Ma nei due anni dal 1998 al 2000, i consumi delle sigarette sono di nuovo cresciuti riportandosi quasi agli stessi livelli raggiunti nel 1986. Ogni anno, nel mondo, il tabacco fa 4 milioni di vittime di cui 53mila in Italia.
La guerra al fumo sembra destinata ad essere combattuta anche a colpi di carta bollata in tribunale. Il Codacons ha annunciato che un centinaio di cause per risarcimenti danni per fumo attivo e passivo sono state avviate. Favorevole alla via legale anche il ministro secondo il quale «le richieste di risarcimento nei confronti delle aziende che consentono di fumare e non impongono l?aria pulita sono un deterrente poderoso». Il ministro ha precisato che il rischio di pagare «miliardi di vecchie lire di risarcimento» costituirebbe un incentivo per le aziende a tutelarsi e, quindi, a far rispettare le norme. Negli Stati Uniti, ha aggiunto, il sistema dei risarcimenti ha funzionato e ha fatto crescere la pressione contro il tabagismo. Sirchia ha quindi ribadito che «la lotta al fumo è un percorso a tappe iniziato con la legge per la difesa dei non fumatori che sta andando in porto: speriamo che entro l?estate siano approvati i regolamenti che ancora mancano e che la legge possa dunque diventare operativa da luglio 2004». Alle aziende senza fumo, da oggi, se ne aggiunge un?altra, la Tim, dove salette speciali sono riservate agli irriducibili.
Sigarette e inquinamento sono responsabili dell?aumento delle malattie respiratorie: 4 milioni i malati di broncopneumopatia cronica ostruttiva in Italia, con 20-25 mila morti l?anno, vale a dire più di 60 al giorno. E le proiezioni dell?Oms non sono certo tranquillizzanti: entro il 2020 fra le prime cinque cause di morte, ben tre saranno da attribuire a malattie respiratorie (BPCO, infezioni delle basse vie respiratorie e tumori del polmone), superate in questa classifica solo dalle malattie cardio e cerebrovascolari.
A tutta questa mobilitazione anti-tabacco reagisce con polemica l?Associazione dei fumatori cortesi chiedendosi se oggi si celebri la giornata anti-tabacco o anti-fumatori, e tuonando contro la promulgazione di una legge «discriminatoria» che tutela i no-smoker umatori ma nessuno ha pensato ai diritti dei fumatori. In una nota diffusa ieri l?associazione ha sottolineato che in Italia ci sono «14 milioni di persone adulte che per esercitare la loro libera scelta di farsi un pò di male procurandosi un pò di piacere, comprano dallo Stato sigarette e sigari pagando più di 10 miliardi di euro in tasse ogni anno. All?associazione – ha ricordato la nota – hanno aderito anche 30 mila non fumatori che condividono l?appello liberale ed i principi di cortesia dei fumatori cortesi».
L?associazione ha sostenuto che vigilerà per i diritti dei fumatori, segnalando anche i locali in cui sarà possibile fumare ed il suo sito raccoglierà gli abusi sui luoghi di lavoro. «Abbiamo in previsione – ha concluso la nota – incontri con i sindacati dei lavoratori per definire una strategia che consenta la tutela dei diritti dei lavoratori fumatori, inducendo le aziende ad adeguarsi ai principi della legge ed a introdurre adeguati sistemi di areazione».

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