27 Dicembre 2021

L’altra faccia del Natale: il 33% dei regali riciclati finisce in vendita online

Il riciclo dei regali (riutilizzo, per dirlo in termini più positivi) non è un certo una novità del Natale 2021. Quello che è cambiato, nelle festività appena concluse, è il modo in cui avviene.
Secondo un’elaborazione del Codacons, più o meno un quarto dei doni natalizi finisce riciclato, e in Italia si segnala una vera e propria impennata del ricorso ad app, social network e siti di ecommerce dove i regali meno graditi trovano una nuova vita: secondo l’associazione, “le possibilità offerte dalla tecnologia hanno modificato radicalmente le abitudini degli italiani”, e se prima i regali meno azzeccati o comunque sgraditi finivano sul fondo di un armadio o venivano ri-regalati a ignari parenti e amici, oggi possono essere monetizzati attraverso piattaforme online nate appunto per vendere capi di abbigliamento, accessori o prodotti inutilizzati.
Dove finiscono i regali che non ci piacciono
Come detto, in base alle stime sarebbero più o meno il 25%, i regali scambiati durante questo Natale finiti nel girone del riciclo: di questi, circa il 50% viene ri-regalato, il 17% viene o verrà restituito in negozio e sostituito con altri prodotti o con buoni acquisto e ben il 33% viene messo in vendita online, trasformando un regalo sbagliato in un’occasione di guadagno.
L’associazione non elenca i siti e le app coinvolti e preferiti nel nostro Paese, ma è facile immaginare quali possano essere:

eBay, forse il più famoso sito di compravendita e aste online, che in questo periodo ha ovviamente attivato un’ampia serie di promozioni e sconti che sembrano fatti proprio per il riciclo dei regali (o per la ricerca di oggetti rari e collezionabili ispirati ai videogame);
Facebook Marketplace, che ha il vantaggio di essere integrato all’interno del social network, permette di entrare in contatto con gli amici più stretti e con i loro amici e anche di filtrare le ricerche e le inserzioni per località, distanza e così via;
Vinted, l’app lituana che a inizio 2021 era la più scaricata nel nostro Paese e che è dedicata specificamente alla vendita e all’acquisto di vestiti di seconda mano, i vestiti vintage (da cui il suo nome);
Wallapop, l’app spagnola che nelle ultime settimane ci ha travolti di banner e inserzioni sui social network (soprattutto su TikTok), molto facile da utilizzare e che ricorda l’americana Craigslist, dove si vende e si compra un po’ di tutto;
L’italiana Subito, di cui su Italian Tech abbiamo scritto di recente, che ha potenziato ulteriormente i servizi che permettono di comprare e vendere senza incontrarsi di persona, perché con il coronavirus e la variante Omicron non si sa mai.

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