20 Febbraio 2008

L`allarme tra i consumatori per i prossimi giorni è alto e gli operatori confermano

L`allarme tra i consumatori per i prossimi giorni è alto e gli operatori confermano: se fino ad oggi, i listini dell`ortofrutta nei mercati rionali fanno segnalare aumenti contenuti, il perdurare del freddo potrebbe provocare una crescita più consistente dei prezzi. L`ipotesi è stata paventata lunedì scorso dalla Confederazione italiana agricoltura, mentre Confesercenti aveva ridimensionato il pericolo. La verdura si rivela più esposta a questo rischio. I prodotti non di stagione, come pomodori Pachino e fagiolini, già sfiorano i 7 euro al chilo. I dati Istat di gennaio l`avevano anticipato: i prezzi dell`ortofrutta, a livelli minimi per gran parte del 2007, hanno ripreso a salire. Gli ortaggi, in particolare, sono aumentati del 9.2% in dodici mesi e dell`1.3% da dicembre. “I margini di guadagno – osserva Francesca Ferloni, operatrice al Trionfale – sono sempre più ridotti, complice la benzina alle stelle per i trasporti e un calo di clienti: se il freddo si prolungasse, lattuga, insalata e broccoli potrebbero risentirne“. Rispetto all`inizio dello scorso anno, nel mercato di via Andrea Doria, gli stessi broccoli sono saliti, in media, di 10 centesimi al chilo, le pere William sono scese della stessa quota. “Mele e pere – osserva Daniela Darsena, fruttivendola – resistono meglio alle variazioni climatiche, mentre la verdura è più sensibile. Sui prodotti di serra non ci saranno rialzi, sugli altri, è possibile“. Secondo gli operatori, fino ad oggi, i listini sono stabili. “Non c`è stato alcun aumento – assicura Ornella, da 30 anni al mercato di Ponte Milvio. – Noi facciamo sempre gli stessi prezzi, altrimenti la gente non comprerebbe più e saremmo costretti a buttare la merce“. Tra i prodotti più costosi al dettaglio, rispetto allo scorso inverno, c`è la cicoria (+ 17.8%, in base alle rilevazioni in cinque mercati), seguita da lattuga romana (+14.3%) e broccoli romaneschi (+8.5%) mentre si rivelano più convenienti pere William (-7.8%), mele Golden (-4.9%), mandarini (-0.9%). “E` ovvio che qualcosina, con il freddo di questi giorni, potrebbe aumentare – sottolinea Eugenio, titolare di un banco storico a Ponte Milvio dal 1947. – La merce ci costa più cara ma, alla fine, rischiamo di rimetterci noi perché, se alziamo i prezzi, la gente non viene più“. Lieve ritocco verso l`alto per i pomodori da sugo (+3.9%, in media) e le arance di Sicilia (+2.3%). La percezione degli utenti conferma questi incrementi. “Li ho riscontrati su puntarelle e zucchine – sostiene Anna Cotronei, casalinga 53 anni, al mercato di via Catania. – Posso anche capire i costi inavvicinabili delle primizie, ma non dei prodotti di stagione“. Ma il timore dei consumatori si concentra per i prossimi giorni. “Dopo il freddo, come con il caldo e la pioggia – ricorda Fabiola De Paolis, 71 anni, casalinga, al mercato di Testaccio – i prezzi salgono sempre. Cicoria e carciofi mi sembrano già più cari di qualche centesimo rispetto alla scorsa settimana“. E intanto, come di consueto, volano i prezzi delle primizie, forse in misura maggiore rispetto al passato: i pomodori Pachino si trovano a 6.50 euro al chilo, le fragole a 6 euro, i fagiolini a 7. “Mi aspetto qualche rincaro nei prossimi giorni – commenta Raffaele Grenelli, 49 anni, avvocato. – Dopo il freddo è sempre stato così“. Tra le soluzioni, non sempre attuabili per mancanza di tempo, la ricerca tra i banchi. “Ogni giorno è una battaglia – dice Eugenia Verdelli, impiegata, a Ponte Milvio. – Bisogna sempre stare attenti perché i prezzi cambiano in continuazione e, se non sai a chi rivolgerti, rischi di spendere una fortuna e di prendere merce non di qualità“. Proprio ieri, il Codacons ha messo in guardia per la situazione che si potrebbe verificare nei prossimi giorni, ma non solo. “Non c`è esclusivamente la speculazione – concludono dall`associazione dei consumatori – che, non appena fa un po` di freddo, porta all`aumento dei prezzi di frutta e verdura anche per prodotti già raccolti, coltivati in serra o importati dall`estero. Al Codacons, si è toccato il record di segnalazioni anche per la pessima qualità della frutta di questo inverno. In testa alle segnalazioni ci sono mandarini e arance“.

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