10 Aprile 2016

Lahmar, «Comune fuori tempo massimo»

Lahmar, «Comune fuori tempo massimo»

    

«Sotto il profilo meramente tecnico che mi compete – sottolinea l’ avvocato dell’ Associazione Voce donna Alessandra Marchi – evidenzio al sindaco che all’ udienza tenutasi il 6 aprile Lahmar Abdelhadi ha chiesto e ottenuto di essere ammesso al giudizio abbreviato». Dopo avere deciso per questa formula, il processo è stato rinviato al 6 ottobre per la discussione. L’ udienza preliminare, prima della formulata e accolta richiesta di abbreviato, «era il momento utile e ultimo per la costituzione di parte civile del Comune – prosegue Marchi -. Altra cosa se Lahmar non avesse chiesto il giudizio abbreviato e ci fosse stato il rinvio a giudizio. Potrebbe essersi trattato di una dimenticanza. Diversamente non comprendo quale istruttoria dovesse concludere il Comune per l’ espletamento della formalità di costituzione di parte civile posto che da mesi si era a conoscenza della fissazione dell’ udienza del 6 aprile». La replica è arrivata dopo che il primo cittadino Claudio Pedrotti aveva affermato che il municipio si sarebbe costituito parte civile «prima dell’ avvio del dibattimento. Il tempo c’ è tutto». La legale di Voce donna rileva poi che «quando il Comune ha voluto costituirsi parte civile lo ha fatto, e tempestivamente, ed è stato anche risarcito di 5 mila euro a titolo di danno oltre alle spese legali. Si trattava del noto processo nel quale si era affrontato e giudicato il terribile e odioso caso del pestaggio del ragazzo disabile omosessuale, terminato nel febbraio 2011. Il Comune era a fianco di Codacons e Arcigay che, a differenza dell’ amministrazione civica, aveva chiesto un risarcimento simbolico di un euro. Mi auguro che quella somma sia stata devoluta in beneficenza o prima ancora al ragazzo vittima del pestaggio». ©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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