Lago inquinato, ripresa processo a novembre
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fonte:
- Corriere di Viterbo
Presunto avvelenamento del lago di Vico: il processo bis che si sarebbe dovuto concludere prima della pausa estiva riprenderà a novembre. Come si ricorderà, il 13 luglio erano attese le deposizioni dei testimoni dell’accusa, mentre il 16 doveva essere la volta di quelli della difesa. Slittati questi passaggi, tutto è stato rimandato all’autunno. Si tratta della seconda fase del procedimento a carico degli ex sindaci di Ronciglione e Caprarola, Massimo Sangiorgi e Alessandro Cuzzoli, scaturita dal ricorso presentato dalla Procura della Repubblica, insieme a 6 parti civili, contro la sentenza di assoluzione con formula piena dall’accusa di disastro ambientale avvenuta nel maggio di tre anni fa (2018). I due primi cittadini sono difesi dagli avvocati Luca Chiodi e Antonella Stella. In particolare, contestano il giudizio di primo grado le associazioni di protezione ambientale Accademia Kronos e Codici Ambiente, più il Codacons, il Comitato acqua potabile e due cittadini privati, presunte vittime della contaminazione. Di fatto, secondo l’impianto accusatorio fatto proprio dalla Procura tra il 2007 e il 2011 i due amministratori comunali non avrebbero adottato tutti i provvedimenti necessari a scongiurare il deterioramento delle acque del bacino.In primo grado, anche sulla base delle testimonianze rese in aula, non sarebbero emerse prove di fornire un effettivo riscontro del reato di disastro colposo, motivo per cui i due ex amministratori comunali vennero assolti con formula piena. Ma come detto la Procura non si dette per vinta e, certa della fondatezza delle accuse contestate, decise subito di presentare appello.A novembre saranno di nuovo ascoltati tutti i testimoni (sia dell’accusa che della difesa)e il verdetto è atteso, al netto di ulteriori slittamenti, entro la fine dell’anno. I due sindaci si sono sempre difesi sostenendo di non aver avuto i poteri e gli strumenti legislativi per intervenire sulla situazione del lago di Vico e dunque l’inquinamento non va imputato alle loro condotte. Tesi che, come detto, è stata in qualche modo accolta con la sentenza di primo grado. Si tratta indubbiamente di una vicenda molto, molto spinosa sulla quale,al di là dei due sindaci attualmente sotto processo, non sono mancate negli anni polemiche e prese di posizioni anche contrastanti da parte degli amministratori locali e della politica. E’ per questo che il verdetto di secondo grado, in un verso o nell’altro, sarà comunque destinato ad essere oggetto di nuove e contrastanti valutazioni.
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