2 Settembre 2021

Lago inquinato, ripresa processo a novembre

Presunto  avvelenamento  del  lago  di  Vico:  il  processo  bis  che  si  sarebbe  dovuto  concludere  prima  della  pausa  estiva  riprenderà  novembre.  Come  si  ricorderà,  il  13  luglio  erano  attese  le  deposizioni  dei  testimoni  dell’accusa,  mentre  il  16  doveva  essere  la  volta  di  quelli  della  difesa.  Slittati  questi  passaggi,  tutto  è  stato  rimandato  all’autunno.  Si  tratta  della  seconda  fase  del  procedimento  carico  degli  ex  sindaci  di  Ronciglione  Caprarola,  Massimo  Sangiorgi  Alessandro  Cuzzoli,  scaturita  dal  ricorso  presentato  dalla  Procura  della  Repubblica,  insieme  parti  civili,  contro  la  sentenza  di  assoluzione  con  formula  piena  dall’accusa  di  disastro  ambientale  avvenuta  nel  maggio  di  tre  anni  fa  (2018).  due  primi  cittadini  sono  difesi  dagli  avvocati  Luca  Chiodi  Antonella  Stella.  In  particolare,  contestano  il  giudizio  di  primo  grado  le  associazioni  di  protezione  ambientale  Accademia  Kronos  Codici  Ambiente,  più  il  Codacons,  il  Comitato  acqua  potabile  due  cittadini  privati,  presunte  vittime  della  contaminazione.  Di  fatto,  secondo  l’impianto  accusatorio  fatto  proprio  dalla  Procura  tra  il  2007  il  2011  due  amministratori  comunali  non  avrebbero  adottato  tutti  provvedimenti  necessari  scongiurare  il  deterioramento  delle  acque  del  bacino.In  primo  grado,  anche  sulla  base  delle  testimonianze  rese  in  aula,  non  sarebbero  emerse  prove  di  fornire  un  effettivo  riscontro  del  reato  di  disastro  colposo,  motivo  per  cui  due  ex  amministratori  comunali  vennero  assolti  con  formula  piena.  Ma  come  detto  la  Procura  non  si  dette  per  vinta  e,  certa  della  fondatezza  delle  accuse  contestate,  decise  subito  di  presentare  appello.A  novembre  saranno  di  nuovo  ascoltati  tutti  testimoni  (sia  dell’accusa  che  della  difesa)e  il  verdetto  è  atteso,  al  netto  di  ulteriori  slittamenti,  entro  la  fine  dell’anno.  due  sindaci  si  sono  sempre  difesi  sostenendo  di  non  aver  avuto  poteri  gli  strumenti  legislativi  per  intervenire  sulla  situazione  del  lago  di  Vico  dunque  l’inquinamento  non  va  imputato  alle  loro  condotte.  Tesi  che,  come  detto,  è  stata  in  qualche  modo  accolta  con  la  sentenza  di  primo  grado.  Si  tratta  indubbiamente  di  una  vicenda  molto,  molto  spinosa  sulla  quale,al  di  là  dei  due  sindaci  attualmente  sotto  processo,  non  sono  mancate  negli  anni  polemiche  prese  di  posizioni  anche  contrastanti  da  parte  degli  amministratori  locali  della  politica.  E’  per  questo  che  il  verdetto  di  secondo  grado,  in  un  verso  nell’altro,  sarà  comunque  destinato  ad  essere  oggetto  di  nuove  contrastanti  valutazioni. 

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