30 Ottobre 2012

Lago di Vico, verifiche sull’inquinamento

Lago di Vico, verifiche sull’inquinamento

 
di MASSIMO CHIARAVALLI Si procederà con l’ incidente probatorio. È questa la strada aperta dal giudice per le indagini preliminari, Francesco Rigato, per accertare le responsabilità sull’ inquinamento del lago di Vico. Arsenico e alga rossa: la data è già stata fissata al 7 dicembre, il procedimento è quello penale aperto contro gli ex sindaci di Ronciglione e Caprarola, rispettivamente Massimo Sangiorgi e Alessandro Cuzzoli. I due infatti – secondo le accuse – non avrebbero eliminato il rischio del superamento dei parametri in materia di acqua destinata al consumo umano, anzi l’ avrebbero distribuita nonostante fosse pericolosa per la salute pubblica, e non avrebbero vigilato sull’ uso di concimi e fitosanitari delle aziende locali. Alla luce di questo, sono quattro le questioni per cui il pubblico ministero Franco Pacifici, lo scorso 19 giugno, aveva chiesto di procedere con l’ incidente probatorio: accertare le cause che hanno determinato le fioriture dell’ alga rossa; quelle della eutrofizzazione delle acque del bacino del lago destinate all’ approvvigionamento idrico a Ronciglione e Caprarola; la presenza di arsenico nelle acque e nei sedimenti del lago; il rispetto delle norme sulla tutela dei corpi idrici e la disciplina degli scarichi. L’ indagine contro gli ex sindaci dei due Comuni vede come parti offese Accademia Kronos, Comitato acqua potabile, Tribunale per i diritti del malato, Contribuenti.it, Cittadinanzattiva, Codacons, Codici, Aics e consiglieri comunali di Caprarola, tra cui l’ attuale sindaco Eugenio Stelliferi. «La magistratura, a seguito dell’ esposto-denuncia contro Sangiorgi e Cuzzoli – dice Raimondo Chiricozzi del Comitato acqua potabile – è intervenuta con la fissazione della data per l’ incidente probatorio al 7 dicembre, per l’ accertamento del danno ambientale all’ ecosistema dei monti Cimini e dei danni alla salute dei cittadini che potrebbero essere derivati dalla distribuzione di acqua non potabile». Soddisfatti anche dal Codacons. «L’ associazione – spiegano – nell’ esposto segnalava gli elevati livelli di arsenico e altri elementi tossici. Dopo numerosi solleciti e altrettante disattese da parte dei due Comuni, alla luce dei rischi per la salute di cittadini e ambiente avevamo chiesto alla Procura di aprire un’ indagine». Chiricozzi però non si è fermato: dopo le rivelazioni del dossier tenuto nascosto dalla Regione Lazio, ha scritto una lettera aperta a istituzioni, magistratura e forze dell’ ordine. «Il documento sulla valutazione epidemiologica degli effetti sulla salute della popolazione, in relazione alla contaminazione da arsenico nelle acque potabili – conclude – conferma l’ emergenza sanitaria nei Cimini e in tutto il Viterbese. Alla Regione Lazio conoscevano questa triste realtà, così come i sindaci. Eppure quanti di loro hanno emesso ordinanze chiare sulla non potabilità, quanti di loro poi hanno fatto affiggere sulle fontane pubbliche la scritta non potabile, continuando a permetterne la distribuzione?». RIPRODUZIONE RISERVATA.

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this