13 Marzo 2020

Lago di Vico inquinato, processo da rifare. Annullata assoluzione per ex sindaci di Ronciglione e Caprarola

 

Inquinamento del lago di Vico, processo da rifare. Nel maggio di due anni fa il processo finì con un’assoluzione prima ancora di iniziare. Ora bisognerà tornare alla casella di partenza e celebrare di nuovo il giudizio di primo grado, ma questa volta a Roma. La corte d’appello ha infatti annullato il verdetto del giudice Gaetano Mautone che nel 2018 pronunciò la sentenza di assoluzione per gli ex sindaci di Ronciglione e Caprarola Massimo Sangiorgi e Alessandro Cuzzoli che erano stati accusati disastro colposo, omissione di atti d’ufficio e distribuzione al consumo umano di acque contaminate. Per l’accusa non avevano controllato abbastanza l’uso dei fertilizzanti che causarono l’alga rossa e l’inquinamento delle acque potabili tra il 2007 e il 2011. Tuttavia il processo, dopo il rinvio disposto dal gup Savina Poli su richiesta del pm Franco Pacifici, si concluse ancor prima di iniziare in base all’articolo 129 del codice di procedura penale che consente appunto di arrivare a un verdetto di proscioglimento quando vengono meno le condizioni di punibilità.

I quel processo si erano costituite diverse associazioni: Comitato acqua pubblica, Accademia Kronos, Codici, Codacons. Ed è proprio l’associazione presieduta da Carlo Rienzi a dare la notizia che il verdetto di primo grado è stato annullato. Si ripartirà assegnando il processo a un giudice della Capitale.
“Ora – spiegano dal Codacons – sarà quindi la Corte d’Appello di Roma a fare il processo che il Tribunale di Viterbo non ha voluto fare. Il Codacons, costituito parte civile, continua a far sentire la propria voce affinché si abbia un processo compiuto e corretto, nel pieno contraddittorio tra le parti, e le eventuali responsabilità vengano definitivamente accertate”.

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