16 Novembre 2012

LAGO DI VICO: IL CODACONS LANCIA AZIONE RISARCITORIA IN FAVORE DEI CITTADINI RESIDENTI A RONCIGLIONE E CAPRAROLA

    LAGO DI VICO: IL CODACONS LANCIA AZIONE RISARCITORIA IN FAVORE DEI CITTADINI RESIDENTI A RONCIGLIONE E CAPRAROLA 5MILA EURO DI RISARCIMENTO CIASCUNO PER I DANNI LEGATI ALL’AVVELENAMENTO DELLE ACQUE DEL LAGO

     

    Il Codacons lancia un importante appello rivolto agli abitanti dei comuni di Ronciglione e di Caprarola, invitandoli a partecipare all’azione collettiva davanti al Tar del Lazio, finalizzata a chiedere il risarcimento dei danni esistenziali e morali subiti, pari a 5.000 euro ciascuno, causati dall’avvelenamento delle acque del lago di Vico.
    L’impassibilità della regione, dei due comuni in questione e delle rispettive Asl di competenza – afferma il Presidente Carlo Rienzi – hanno permesso l’inquinamento del bellissimo lago di Vico, che non solo non è stato tutelato a dovere, ma risulta oggi essere fortemente contaminato da sostanze pericolose per la salute pubblica. Nelle sue acque, infatti, è stata riscontrata la riduzione dell’ossigeno, elevati livelli di arsenico (elemento cancerogeno di classe 1), un incremento della biomassa algale e una fioritura del cianobatterio Plankthotrix rubescens, denominato “alga rossa”, produttrice di una micro cistina dannosa per la salute delle persone, per la flora e per la fauna lacustre, classificata dall’Agenzia Internazionale di ricerca sul cancro, I.A.R.C., come elemento cancerogeno di classe 2 b.
    La noncuranza dei vari enti ha portato all’impossibilità di utilizzare l’acqua del lago, che risulta non potabile, con grave danno per tutti i cittadini, al punto che la Procura di Viterbo ha avviato le indagini per individuare e punire i responsabili di questo disastro. Il Pubblico Ministero ha richiesto al GIP – ed ottenuto – l’incidente probatorio:  il prossimo 7 dicembre si terrà la prima udienza.
    L’impegno dell’associazione per portare alla luce lo scandalo delle sostanze tossiche presenti nel lago di Vico e contrastare i vari enti che non hanno agito in alcun modo, ha portato ad un primo fondamentale passo verso la tutela di tutti coloro costretti a “convivere” con l’acqua del lago ormai avvelenata dall’arsenico.
    Sta ora nelle mani di tutti i residenti dei comuni di Ronciglione e Caprarola – continua il presidente Rienzi – fare un ulteriore passo verso la piena affermazione dei propri diritti aderendo all’azione collettiva entro il 31 dicembre, seguendo la procedura indicata sul sito www.codacons.it  

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